Sul caro-energia, sugli Ets e sul nuovo bilancio Ue i 27 Stati membri si dividono. E Giorgia Meloni per ora resta a mani vuote su tutti i dossier. Le sole misure straordinarie con effetto “nel breve termine” sono gli aiuti di Stato, sul quale l’Ue prorogherà il quadro temporaneo per l’energia. È quanto si apprende da fonti qualificate a margine del summit Ue. Il carnet degli interventi che Palazzo Berlaymont metterà in campo – e che riguarda il medio periodo, soprattutto – è stato già indicato nei giorni scorsi da Ursula von der Leyen. Al momento Bruxelles non prevede ulteriori misure straordinarie che, anche possano avere effetti “nel brevissimo periodo”. Dunque cade al momento nel vuoto la richiesta di Roma per avere maggiore flessibilità contro il caro-energia scatenato dalla spinta inflazionistica.
Da Washington a Bruxelles doppio schiaffo a Meloni
“Se uno Stato è già vicino a una situazione di deficit, non può beneficiare della flessibilità allo stesso modo di un Paese che presenta un avanzo di bilancio”, rappresentano, peraltro, le fonti europee. Le critiche della premier a Donald Trump per l’accordo con la Russia sul gasolio non ammorbidiscono dunque l’Europa sulla flessibilità. In più Meloni incassa la replica di Trump. “Il Presidente Trump ha negoziato con successo un altro grande accordo per fornire al mercato globale enormi quantità di diesel e abbassare i prezzi”, dichiara il portavoce della Casa Bianca Taylor Rogers.
Dagli Ets al bilancio: i 27 si spaccano
A dividere i 27 anche gli Ets. Da un lato Italia, Grecia e i 4 Paesi Visegrad puntano ad ammorbidire la difesa degli Ets. Dal lato opposto i Nordici guidano il gruppo che non vogliono alcun passo indietro sul mercato europeo delle quote di Co2. Poi c’è il capitolo del bilancio Ue. Il gruppo di paesi facenti parte degli Amici della Coesione che si sono riuniti in un prevertice, hanno chiesto in una nota congiunta che il prossimo bilancio europeo 2028-2034 sia “ambizioso, equo ed equilibrato”. La nota congiunta è stata firmata da Bulgaria, Croazia, Cipro, Repubblica Ceca, Estonia, Grecia, Ungheria, Italia, Lettonia, Lituania, Malta, Portogallo, Romania, Slovacchia, Slovenia e Spagna.
“Insieme a Nicusor Dan, ho riunito i Capi di Stato e di Governo del gruppo degli Amici della Coesione in vista del Consiglio europeo. Abbiamo deciso di restare uniti nel negoziato sul prossimo bilancio Ue attorno a quattro priorità: Risorse sufficienti per affrontare tutte le priorità comuni. Salvaguardare Coesione e Agricoltura sia sul piano delle risorse sia su quello delle regole di finanziamento. Contribuzioni eque da parte degli Stati membri. No agli sconti sui contributi nazionali”, ha sintetizzato Meloni.
In parallelo, si è tenuta un’altra riunione dei cosiddetti frugali dedicata al bilancio Ue con Germania, Paesi Bassi, Danimarca, Austria, Svezia, Finlandia e Belgio. La musica qui cambia. “Dobbiamo ridurre significativamente il bilancio comune rispetto alle proposte. Nessuno Stato membro dell’Ue può permettersi di versare contributi di questa entità”, ha detto il cancelliere tedesco Friedrich Merz, prevedendo negoziati “molto, molto difficili”.