Dai sovranisti solita propaganda pure sulle messe natalizie. Salvini e Meloni contro le celebrazioni religiose anticipate. Nonostante il via libera dei vescovi

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La Conferenza Episcopale Italiana (CEI) ha dichiarato ufficialmente non esserci alcun problema ad anticipare la celebrazione delle messe natalizie secondo gli orari del “coprifuoco” governativo volto al contenimento pandemico. Una decisione intelligente che rispecchia, tra l’altro, quanto ha sempre dichiarato molto pragmaticamente Papa Francesco nell’ottica di una apprezzata collaborazione istituzionale. Ebbene, il “Papa verde”, al secolo Matteo Salvini da Milano, non è d’accordo insieme ai suoi “vescovi” tra cui la “Papessa” e nota teologa Giorgia Meloni: Gesù è nato il 25 dicembre alla mezzanotte esatta come riporta la cronaca di un tal fra C. da Velletri, un erudito del I sec d.C.

Successivamente la tesi velletriana non resse ad una appena accennata analisi storica e ci si accorse che non solo Cristo era nato diversi anni prima del previsto, ma che la sua data di nascita era effettivamente ignota in quanto il 25 dicembre fu scelto tra il IV e il V secolo dai cristiani per contrastare una festa pagana voluta dall’imperatore Eliogabalo e cioè quella del Sol Invictus che segnava quello che si riteneva allora l’equinozio d’inverno, cioè quando il Sole cominciava a ricrescere.

Naturalmente tutto questo sia Il Papa Verde che la Papessa non lo sanno e quindi dobbiamo assistere alle scempiaggini che i due riversano sui Social a ritmo continuo. Ma Salvini, specializzato come noto in rosari acchiappavoto, sa benissimo che il suo è un elettorato poco acculturato, diciamo spesso rozzo, più incline, secondo del resto la sua coreografia pagana, ai bagordi vineschi che alla fatica dei libri e da qui la difesa anacronistica di una data e di un giorno inventato. Ma si sa la tradizione, pardon la Tradizione, va rispettata perché essa è il fondamento della Triade DPF, cioè Dio, Patria e Famiglia su cui cuccano i voti i due nuovi “ecclesiastici” alti sacerdoti di un basso culto.

Naturalmente il duo non pensa ai contagi che si genererebbero in assembramenti mezzanottini, ma solo ai voti che il loro stolto vangelo porterebbero nelle loro saccocce tradizionaliste. E quindi il povero Papa vero, e cioè Francesco, deve subire pure la sgangherata concorrenza di questi due nuovi profeti che non mancano occasione di ammorbare la società italiana con le loro frivolezze interpretative.

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di Gaetano Pedullà

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