Dai video porno al gioco d’azzardo: nessun controllo sui minorenni. Così esplodono vizi e cattive abitudini sin dalla fase adolescenziale. Allarme anche su consumo di alcol e sigarette

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Alcol, fumo, gioco d’azzardo, pornografia e videogame. Sono questi i principali vizi dei nostri ragazzi come certificato dall’indagine promossa dal Moige con l’Università Sapienza “I divieti trasgrediti dai nostri figli” e curata da Anna Maria Giannini, docente della facoltà di Psicologia dell’Università “Sapienza” di Roma. L’indagine passa al setaccio i principali comportamenti “a rischio” tra i minori. Si tratta di un’indagine, condotta nel 2014 nelle scuole del territorio nazionale su un campione di 1.845 minori di età compresa tra gli 11 e i 18 anni.

ALCOL SENZA LIMITE
Due giovani su tre dichiarano di aver bevuto almeno una volta. Solo 6 intervistati su 10 conoscono il divieto di vendita alcolici a minori di 18 anni. I genitori disapprovano fortemente il consumo di alcol (8 su 10) e, in più della metà dei casi (58,6%), entrambi lo hanno vietato ai figli; tuttavia, se ci soffermiamo sul campione degli studenti di scuole superiori, si coglie un preoccupante 39,1% di rispondenti a cui i genitori non hanno posto alcun veto sul consumo di bevande alcoliche.

SIGARETTE SENZA CONTROLLO
Il 40% dei ragazzi ha provato almeno una volta a fumare una sigaretta. Il 17,3% degli studenti di scuola superiore afferma di averne fumate almeno un pacchetto al giorno e il 53,2% di studenti di scuola media che affermano di fumare quotidianamente fino a 5 sigarette. Un minore su 2 fuma all’insaputa dei propri genitori. Un altro aspetto significativo è rappresentato dalla conoscenza della legge che vieta l’accesso al tabacco ai minorenni. Il 25% degli intervistati dichiara di ignorare l’esistenza del decreto Balduzzi o addirittura ritiene che il divieto sia posto ad un’età più bassa dei 18 anni.

GIOCO D’AZZARDO SFRENATO
Non manca nemmeno il gioco d’azzardo tra le cattive abitudini adolescenziali seppur l’azzardo sia vietato ai minorenni. Uno su quattro ha giocato almeno una volta. Il dato preoccupante riguarda il 50% dei giovani che dichiara di non aver mai ricevuto richieste di verifica dell’età da parte del personale del punto gioco.

A TUTTO PORNO
Altra passione riguarda la pornografia. In valori percentuali la visione di immagini porno, che nei ragazzi tra gli 11 e i 13 anni si attesta al32%, è quasi raddoppiata se prendiamo in considerazione gli studenti di scuola superiore (58,8%). La stessa tendenza si verifica anche con i video con percentuali che balzano dal 30,5% tra i più piccoli al 58,6% dei più grandi. Immagini che viaggiano su pc, tablet o telefonino.

VIDEOGIOCHI VIETATI
Ennesimo tasto dolente è quello dei videogiochi non adatti ai minori. Ampiamenti diffusi tra i giovani tra gli 11 e i 18 anni. Ne fa uso il 35,1% degli studenti di scuola media e il 43,5% di quelli di scuola superiore. L’acquisto dei videogames non adatti avviene nell’80% dei casi presso negozi. Il 41,5% dei minori dichiara di non aver visto alcun avviso che consigliava la vendita del prodotto ad un pubblico adulto.

L’AMMONIMENTO
“Unitamente al ruolo educativo dei genitori, la diffusione di questi comportamenti trasgressivi impone alla società civile, ai fornitori e alle istituzioni una maggiore responsabilità. Nei settori dove esiste una legge è necessaria la collaborazione di venditori e provider per impedire l’acquisto e la fruizione da parte dei minori di alcol, fumo, giochi con vincite in denaro e pornografia. Sul fronte dei videogiochi auspichiamo che le raccomandazioni contenute nei sistemi di classificazione internazionale siano recepite con una norma apposita, che tuteli i minori dall’accesso ai videogiochi 18+.Il messaggio forte che emerge dall’indagine è il crollo del paradigma del “Vietato vietare”. Questa idea educativa, per decenni in voga  è  smentita dai dati che evidenziano, come nelle famiglie fondate su regole chiare e decisi “no”, i figli siano meno portati a comportamenti a rischio. Noi genitori abbiamo bisogno del contributo di tutti e non possiamo essere lasciati soli in questa importante sfida educativa” ha dichiarato Maria Rita Munizzi, presidente nazionale Moige – movimento genitori.

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di Gaetano Pedullà

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