Dal 2 per mille 19 milioni ai partiti. I nuovi Paperoni sono quelli del Pd. Nelle casse del Nazareno un tesoretto di 7,4 milioni. Sul podio anche Lega e FdI con oltre 2 milioni in dote

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I Paperoni sono i dem. Non c’è alcun dubbio. Come certificato dal Ministero dell’economia è finanze, nella ripartizione del 2 per mille ai partiti rilevato dalle dichiarazioni dei redditi 2020, il Partito democratico esce come il più ricco, con ben 7 milioni di euro. Un particolare che, tra una grana e l’altra da affrontare per via della crisi di governo dopo lo strappo di Italia Viva, può strappare più di qualche sorriso al Nazareno.

IL BILANCIO. Mentre il Pd ha di che gioire, male non è andata neppure ai sovranisti. Il distacco è notevole, ma grazie al 2 per mille ai partiti due milioni di euro sono arrivati anche alla Lega per Salvini Premier e due milioni sono stati destinati anche ai Fratelli d’Italia di Giorgia Meloni, una forza piccola ma in grande crescita, che ovviamente per rafforzarsi ed espandersi ha costante bisogno di risorse. Andando però al totale, i contribuenti hanno destinato ai partiti 18,9 milioni e il 36,2%, esattamente con 7,4 milioni di euro complessivi, ha scelto appunto di finanziare il partito di Nicola Zingaretti.

La Lega Salvini premier è stata premiata dal 15%, esattamente con 2,3 milioni, e FdI dall’11,9%, con 2,1 milioni. Male però non è andata, spostandosi sui piccoli, anche a Italia Viva, che proprio per via dei finanziamenti ha grane notevoli con l’inchiesta aperta dalla Procura di Firenze sulla fondazione Open, considerata la sua cassaforte. A Iv sono andati 725mila euro. A colpire, se le scelte dei contribuenti rispecchiano in qualche modo anche le loro intenzioni di voto, e dunque a tormentare ulteriormente i sonni dell’ex premier, c’è però il risultato di Azione, il partito di Carlo Calenda, che ha a sua volta portato nelle sue casse circa 725mila euro.

La Lega Nord per l’Indipendenza della Padania ha invece ottenuto 646mila euro e 609mila euro sono andati a Più Europa, superata però, con 616mila euro dai Verdi, che sono fuori dal Parlamento ma a quanto pare non dal cuore di parte degli italiani. Forza Italia, segno forse dell’ulteriore declino degli azzurri, non è invece andata oltre i 575mila euro e in fondo alla classifica è finito il partito più corteggiato negli ultimi giorni, l’Udc, con 28.472 euro, peggio persino di Democrazia solidale, che ha incassato 28.911 euro.

Per completare la classifica c’è poi da aggiungere che Articolo 1 ha potuto beneficiare di 482.695 euro, il Centro Democratico di 161.046 euro, Idea-Identità e Azione di 32.298, l’Italia dei Valori di 52.524, il Movimento Associativo Italiani all’Estero di 54.946 euro, il Movimento La Puglia in più di 76.490 euro, il Partito Autonomista Trentino Tirolese di 37.127 euro, il Partito della Rifondazione Comunista-Sinistra Europea di 571.310 euro, il Partito Socialista Italiano di 150.375 euro, Possibile di 164.553 euro, i Radicali Italiani di 260.281 euro, Sinistra Italiana di 438.166 euro, Sudtiroler Volkspartei di 334.426 euro, l’Union Valdotain di 35.137 euro, l’Unione per il Trentino di 42.176 euro, e l’Unione Sudamericana Emigrati Italiani di 78.280 euro.

IL TREND. Da quanto comunicato dal Mef emerge però anche un altro elemento. Nel 2020 i contribuenti italiani hanno infatti destinato, con il due per mille, più soldi ai partiti che negli anni precedenti. Il 3,32% dei contribuenti ha dato alle forze politiche 18.913.260 euro, mentre a scegliere di destinare somme ai partiti nel 2019 era stato il 3,25%. Un segnale forse dell’ulteriore arretramento dell’antipolitica.