Dal Colosseo ai Fori, l’incredibile pasticcio dell’appaltone Consip. In ballo biglietteria e vigilanza. La procedura viziata da mille errori

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Gente che scavalca di notte, graffiti, scritte con la vernice, code chilometriche per entrare negli orari di apertura. Negli ultimi anni l’immagine del Colosseo nel mondo non è stata proprio edificante. Al punto che per cercare di dare una svolta, da estendere ad altre aree archeologiche, il ministro dei Beni culturali, Dario Franceschini, credeva di aver tirato fuori un coniglio dal cilindro: affidare alla Consip, la centrale acquisti del Tesoro guidata dal renziano Luigi Marroni, il ruolo di centrale di committenza del ministero. E come sta andando il progetto? Male, a giudicare dagli sviluppi di un superappalto lanciato soltanto qualche mese fa dalla Consip, proprio per conto dei Beni Culturali, allo scopo di affidare i “servizi di biglietteria e vigilanza per i siti Colosseo, Foro Romano, Palatino e Domus Aurea”. Insomma, se non i più belli in assoluto, sicuramente tra i siti archeologici più belli del mondo.

La posta in palio – Il tutto per un piatto particolarmente succulento, visto che la gara vale la bellezza di 45 milioni di euro, di cui 33 per i servizi di biglietteria e 12 per quelli di vigilanza. Peccato però che da quando il bando è stato pubblicato, lo scorso 8 febbraio, la Consip non abbia fatto altro che mettere una pezza dietro l’altra a un’impressionante sequenza di errori. Chissà, magari la società pubblica sta sentendo la pressione dell’inchiesta sugli appalti che ha messo in crisi mezzo giglio magico e che vede nel ruolo di grande accusatore proprio Marroni. Sta di fatto che, documenti alla mano, viene fuori che già il 20 febbraio scorso la Consip ha dovuto pubblicare un’errata corrige per spostare dal primo marzo al 6 aprile 2017 la data di apertura della procedura di aggiudicazione, erroneamente indicata nel disciplinare della gara su Colosseo e dintorni. Il 2 marzo è arrivata un’altra errata corrige per consentire alle imprese interessate di effettuare sopralluoghi nelle aree archeologiche coinvolte. Il 14 marzo la società di Stato si è prodotta nella terza errata corrige in cui è stata costretta a rettificare i costi di affitto delle audioguide e gli standard di fornitura delle brochure informative. E non finisce qui. “Viste le modifiche significative apportate ai documenti di gara di cui agli errata corrige”, ha scritto la Consip il successivo 27 marzo, si rende necessario pubblicare un “Avviso di rettifica al bando di gara”. Ne è conseguito lo spostamento delle date di ricevimento delle offerte (dal 5 aprile al 25 maggio 2017) e di apertura delle buste (dal 6 aprile al 30 maggio del 2017). Insomma, il mezzo disastro è servito.

Sorpresa – Ma poi è arrivata la ciliegina sulla torta. Sempre il 27 marzo è pervenuta la quarta correzione dalla pubblicazione del bando, che la stessa Consip non si è imbarazzata a presentare come errata corrige di una precedente errata corrige. Si riferisce sempre ai sopralluoghi delle imprese interessate, che prima avevano a disposizione solo i giorni dal 6 al 15 marzo, mentre adesso hanno ottenuto un’altra finestra temporale che va dal 29 marzo al 7 aprile. E chissà che nei prossimi giorni non saranno necessari altri interventi per “tamponare” un superappalto che sulla carta avrebbe dovuto produrre effetti salvifici sulle meraviglie di Roma. Ma che per ora è un flop più che evidente.

Twitter: @SSansonetti

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