Dal Pd a Liberi e Uguali, propaganda social per la caccia al 2×1000

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Dal momento in cui, dopo la riforma voluta da Enrico Letta, sono stati tagliati gradualmente i finanziamenti pubblici, i partiti hanno dovuto rimboccarsi le maniche: pubblicità, manifesti, passaparola per convincere più persone possibili a destinare il 2×1000 della loro dichiarazione dei redditi a questa o quella forza politica. Non è un caso che il passaggio dal vecchio sistema dei rimborsi a quello attuale del 2×1000 è stato graduale. A partire dal 2014 i rimborsi elettorali sono stati ridotti anno dopo anno del 25%, del 50%, del 75% e infine eliminati nel 2017. Contemporaneamente sono aumentati i fondi stanziati per il 2×1000: 7,75 milioni nel 2014, 9,6 milioni (2015), 27,7milioni (2016) e 45,1 milioni a partire dal 2017. Non è detto che i partiti riescano a raggiungere questa cifra, quindi l’importo del 2×1000 ogni anno è imprevedibile. Ad esempio nel 2017 hanno raccolto circa 15 milioni su 45 in palio, lasciando i restanti due terzi allo Stato. Ed è anche per questo che, a quanto pare, tutte le forze politiche stiano sondando ogni canale a disposizione per migliorare la loro capacità attrattiva. A cominciare anche e soprattutto dai social. A rivelarlo è uno studio che sta conducendo OpenPolis, che si è concentrato su alcuni partiti che si stanno impegnando in questo senso.

L’analisi – Le strategie messe in campo, ovviamente, sono le più variegate possibili. Anche perché le ultime elezioni, osserva il centro studi, hanno visto la nascita di partiti politici nuovi, spesso come unione di diversi movimenti già esistenti. È il caso, ad esempio, di Liberi e Uguali, creato dalla fusione di Articolo 1 – Mdp, Sinistra Italiana e Possibile. Per ricevere il 2×1000 però bisogna essere iscritti al registro dei partiti, cosa che al momento esclude Leu. Per questo motivo i diversi soggetti stanno portando avanti delle campagne di comunicazione autonome. Articolo 1 – Mdp ha deciso utilizzare le sponsorizzazioni su Facebook per raggiungere un pubblico più ampio. E l’ha fatto, però, con un claim che richiama apertamente Leu “Liberi, uguali e trasparenti” per avere più “appeal”. Ma c’è di più: i target inseriti permettono di capire che sono stati selezionati tutti i maggiorenni che abitano in Italia, e che sono interessati alla sinistra. Esattamente come fatto da Rifondaizione Comunista (nel 2017 ha raccolto circa 600mila euro), altra forza politica non presente in Parlamento, ma che ha richiamato nella sua sponsorizzazione l’esperienza di Potere al Popolo. Altro partito impegnato nella campagne social del 2×1000, è Energie per l’Italia di Stefano Parisi. Qui il neo consigliere regionale nel Lazio, ma già consigliere comunale a Milano, ha deciso di circoscrivere gli utenti che vuole raggiungere a quelli che abitano nella regione Lazio.

Pd record – Chi fa meglio di tutti, però, è certamente il Pd: più di ogni altro partito, infatti, i dem stanno approfittando dello strumento web per raccogliere fondi. Secondo lo studio di OpenPolis, infatti, a oggi sono stati raccolti 6 diversi post sponsorizzati, ognuno contenente lo stesso claim e le stesse indicazioni di targeting: “Variano le immagini di lancio, includendo tutte le grafiche della campagna di comunicazione creata dal Partito democratico. Sono stati selezionati tutti gli utenti residenti in Italia, con età compresa tra i 25 e 64 anni”. Insomma, una campagna mirata, per cercare di fare meglio di quanto già si sia fatto. Finora, infatti, il Pd è stata la forza politica che ha raccolto più fondi: poco meno di 8 milioni nel 2017, a fronte dei quasi 2 milioni racimolati dalla Lega e degli 850mila euro di Forza Italia.