Dal riso alla lotta alle zanzare fino ai carnevali. Ecco chi “mancia” con gli emendamenti alla Legge di Stabilità

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Stabilità, si salvi chi può. Come tradizione (purtroppo) vuole, appena la legge di Stabilità arriva in commissione Bilancio per la prima lettura prima di passare al lavoro d’Aula, i deputati sono lì pronti a catapultarsi sul testo con una mole impressionante di emendamenti. Quest’anno se ne contano più di cinquemila che, ovviamente, verranno pian piano scremati e ridotti a un numero più umano. Anche perché, come usanza obbliga, nella mole di emendamenti non posson che spuntare le solite richieste bizzarre e le solite mancette per questo o quell’amico, questo o quell’elettorato vicino e gradito. E così se è pura follia la richiesta della Lega Nord di cambiare il nome al “Fondo per l’Africa” (previsto nella Manovra) e modificarlo nel più padano “Fondo Aiutamoli a casa loro”, in altri casi parliamo di fondi pubblici dispensati per le ragioni più disparate.

Soldi a tutti – Non sono pochi, ad esempio, gli emendamenti che chiedono di destinare fondi specifici al Coni di Giovanni Malagò, tutti presentati dalla dem Daniela Sbrollini. C’è chi, però, ha pensato anche alla Fondazione Centro di documentazione ebraica contemporanea, chiedendo di destinarle annualmente un contributo di 120mila euro. Finita qui? Certo che no. La deputata Pd Teresa Piccione ha chiesto di stanziare un milione per “Manifesta 12”, kermesse d’arte in programma a Palermo. Domanda: di dov’è la Piccione? Di Palermo, of course. Ma la lista è piuttosto lunga. E così spunta anche chi chiede fondi specifici per l’ippodromo di Merano (1,1 milioni) o per il teatro Eliseo di Roma (ben 5 milioni) o, ancora, per il “Marruccino” di Chieti (200mila euro) che festeggerà i suoi 200 anni. A proposito, di ricorrenze: anche qui il capitolo è pressoché infinito. C’è chi chiede di stanziare 1,5 milioni per ricordare la Prima Guerra Mondiale, chi di provvedere allo stanziamento di 500mila euro per l’ottantesimo anniversario di Antonio Gramsci. Ma c’è chi si spinge oltre: Fabio Rampelli, ad esempio, ha chiesto l’istituzione di un fondo ad hoc, da foraggiare con due milioni annui, per la “rievocazione storica”. Ma non è finita qui. Perché c’è anche chi chiede di stanziare 5 milioni per “lotterie nazionali per la valorizzazione dei carnevali storici italiani”.

Riso e zanzare – Ma i finanziamenti più particolari ancora devono arrivare. Gaetano Nastri (FdI) ha chiesto, ad esempio, uno stanziamento di un milione per le imprese risicole delle province di Novara, Vercelli, Pavia: sarebbero minacciate dal riso della Cambogia e del Myanmar. Nulla in confronto al milione per “scongiurare l’ulteriore diffusione delle zanzare”. Altro grave problema è quello della minaccia cibernetica, per la quale il gruppo degli ex 5 Stelle chiedono un fondo di ben 500 milioni.

Tutti all’opera – E, ovviamente, non potevano mancare i tanti e tanti emendamenti che chiedono di completare questo o quella infrastruttura. Si va da chi vuole ciclovie di ogni genere (anche da Venezia a Pescara) a chi chiede 150 milioni per ultimare la linea ferroviaria Ferrandina-Matera, fino ai 2 milioni per la salvaguardia della Riserva di Castel Porziano, di proprietà del Quirinale. Senza dimenticare i 240 milioni per completare l’autostrada Sircausa-Ragusa-Gela (a chiederli, Antonino Minardo, siciliano). Ma c’è anche chi va più nello specifico, come chi vorrebbe l’ampliamento della “carreggiata nel comune di Capalbio da 2 corsie a 4 corsie per circa 15 km per complessivi 43 milioni di euro”. Uno sguardo infine alla cultura, con i 5 milioni in palio per “celebrare la vita e le opere di Gioachino Rossini, Leonardo da Vinci, Raffaello Sanzio e Dante Alighieri”. Senza dimenticare l’emendamento per stanziare un milione per i giornali italiani all’estero. A volerlo, manco a dirlo, sono gli onorevoli eletti fuori dall’Italia.

Tw: @CarmineGazzanni