Dal terremoto ai giovani senza lavoro. Nel discorso di fine anno il Presidente Mattarella raccoglie le macerie del 2016

dalla Redazione
Politica

Dalle tragedie del 2016 al problema del lavoro. Per finire con la crisi politica. Sergio Mattarella ha parlato dal Palazzo del Quirinale a reti unificate soffermandosi sull’unità e l’essere comunità. Purtroppo quella di cui ha parlato ora Mattarella è una società divisa e in cui regna l’odio usato come mezzo per creare scontro politico. Il Capo dello Stato ha parlato di coscienza civica da sviluppare per combattere le diverse forme di illegalità. Dalla corruzione della pubblica amministrazione fino al terrorismo. Senza dimenticare i femminicidi. E il problema dell’accoglienza dei migranti su cui ha fatto appello all’Europa affinché non ci lasci soli.

Il problema numero uno del Paese rimane il lavoro. “Non potremmo sentirci appagati se il lavoro non consentirà a tutti di sentirsi cittadini. Occorre combattere la povertà e la disoccupazione: è questo il primo bene comune da perseguire”.  Non solo mancanza di lavoro ma anche sicurezza sui luoghi di lavoro quella che invocato Mattarella dediucando un pensiero ai famigliari di quei cittadini morti sul luogo di lavoro. Altro punto cruciale toccato è stato quello della Sanità. Dalle lunghe liste di attesa alla cura delle malattie e l’assistenza ai disabili. Una sistema sanitario che quindi non garantisce i cittadini anche secondo Mattarella che ha parlato di cittadini di serie A e di serie B davanti all’accesso alle cure.

“Ci siamo ritrovati uniti in occasione di alcuni eventi. Abbiamo vissuto insieme momenti dolorosi dall’assassinio di Giulio Regeni alla morte in Spagna delle ragazze Erasmus. Dalla strage di Dacca a quella di Nizza”. Il presidente della Repubblica ha rivolto un pensiero di solidarietà anche alle vittime del disastro ferroviario in Puglia e ai familiari di Fabrizia Di Lorenzo morta recentemente nella strage di Berlino. Capitolo a parte Mattarella ha dedicato al terremoto con messaggi per i familiari delle vittime, per chi prova a resistere nelle terre del cratere sismico. E un plauso ha rivolto alla Protezione Civile e alle forze dell’ordine.

Dopo aver toccato il tema lavoro nella prima parte del discorso il Presidente Mattarella ha voluto fare un appunto finale ai giovani e al problema del lavoro. Riconoscendo che sempre più giovani sono costretti a lasciare l’Italia perché il nostro Paese non riesce a fornire le dovute garanzie. Tema che nel corso del giorno non è stato soltanto al centro dei discorsi di Mattarella ma toccato anche dal Papa a cui il Capo dello Stato, nel suo discorso, ha rivolto gli auguri.

Il Papa e il debito con i giovani – In mattinata, invece, aveva parlato Papa Francesco. Fulcro del discorso “le responsabilità che abbiamo verso i nostri giovani; più che responsabilità, la parola giusta è debito”. Bergoglio ha parlato nella celebrazione dei primi Vespri della Solennità di Maria Santissima Madre di Dio e Te Deum di ringraziamento per l’anno trascorso. “Abbiamo creato una cultura che, da una parte, idolatra la giovinezza cercando di renderla eterna, ma, paradossalmente, abbiamo condannato i nostri giovani a non avere uno spazio di reale inserimento, perché lentamente li abbiamo emarginati dalla vita pubblica obbligandoli a emigrare o a mendicare occupazioni che non esistono o che non permettono loro di proiettarsi in un domani”.  Il Papa ha puntato il dito contro l’emergenza lavoro: “Abbiamo privilegiato la speculazione invece di lavori dignitosi e genuini che permettano loro di essere protagonisti attivi nella vita della nostra società. Ci aspettiamo da loro ed esigiamo che siano fermento di futuro, ma li discriminiamo e li ‘condanniamo’ a bussare a porte che per lo più rimangono chiuse”.