Dall’Azzolina zero in pagella a Fontana e De Luca. I due governatori usano gli studenti come alibi. La ministra richiama Lombardia e Campania al rispetto delle misure del Dpcm

di Lucrezia Conti
Politica

Aveva parlato di “assalto alla scuola”, qualche giorno fa la ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina nel corso dell’incontro con le Regioni quando il presidente della Campania Vincenzo De Luca aveva deciso di chiudere tutte le scuole della Campania. La ministra aveva detto in quell’occasione che la chiusura sarebbe stata ammissibile solo nel caso in cui ci fossero migliaia di focolai nelle scuole, “ma non è così”, quello che sarebbe necessario per le scuole adesso “non è una misura generalizzata, ma interventi mirati”, concetto ribadito ieri in una lettera-appello inviata proprio a De Luca e al governatore della Lombardia Attilio Fontana.

Non è piaciuto infatti all’esponente pentastellata lo scatto in avanti delle due regioni che hanno predisposto per le scuole del loro territorio misure più stringenti rispetto a quelle indicate nel Dpcm del 18 ottobre e previste dal “Piano Scuola”. A preoccupare la ministra c’è infatti l’inottemperanza delle misure previste dal governo per garantire formule di flessibilità organizzativa al settore scuola, che prevedono “una didattica digitale integrata, da svolgersi in modo complementare alla didattica in presenza”, e non in sua completa sostituzione. Come si legge nella missiva inviata dalla ministra Azzolina al presidente lombardo, l’ultima ordinanza che dispone per le scuole superiori a partire da lunedì prossimo la didattica a distanza delle lezioni, comporterà “di fatto, l’integrale sospensione delle attività didattiche in presenza di tutti gli studenti e le studentesse delle istituzioni scolastiche secondarie di secondo grado”.

Scrive Azzolina: “In una fase così complessa per la Nazione, desidero invitarla a lavorare insieme a tutte le istituzioni coinvolte, per trovare soluzioni differenti da quella adottata, nel rispetto del diritto alla salute dei cittadini e del diritto allo studio dei nostri studenti e delle nostre studentesse” e ancora: “Pervengono al Ministero dell’istruzione, dai rappresentanti degli Enti locali, dalle autonomie scolastiche, dalle famiglie, dagli studenti, segnalazioni di profonda criticità attinenti la congruità e l’applicabilità delle misure contenute nell’Ordinanza del presidente della regione Lombardia del 21 ottobre”. E su questo punto arriva secca la replica di Fontana: “Visti e considerati i dati relativi alla curva epidemiologica della Lombardia, ribadiamo essere necessarie decisioni stringenti. Se il ministro reputa eccessivi e non idonei i nostri provvedimenti può impugnarli”, risponde, per poi scaricare le colpe sul sistema dei trasporti: “Da mesi la regione Lombardia ha posto al centro dell’attenzione del governo quanto grandi siano le difficoltà nel settore trasporto pubblico. Istanze che erano rimaste e continuano a rimanere inascoltate”.

In ogni caso, contro l’ordinanza emessa da Fontana si è espresso anche anche il sindaco di Milano Beppe Sala: “Siamo totalmente contrari e lo voglio dire con chiarezza alla sola didattica a distanza per le superiori. Ci opporremo” ha assicurato il primo cittadino meneghino, posizione condivisa anche da altri sindaci lombardi. Tono analogo e stessi contenuti anche nella lettera inviata dallla titolare dell’Istruzione al presidente della Campania De Luca.

Nel caso campano le preoccupazioni della ministra sono rivolte anche alla scuola primaria, per la quale auspica “che si riesca a consentire sollecitamente la ripresa dello svolgimento in presenza dell’attività didattica ed educativa, adeguando altresì le disposizioni già emanate al dictum del Dpcm per le istituzioni scolastiche secondarie di secondo grado. Assicuro sin d’ora che il Ministero dell’istruzione, ogni qualvolta si rendesse necessaria l’adozione di ulteriori provvedimenti d’urgenza, è pronto a cooperare, per quanto di competenza, nell’identificazione e per la sollecita attuazione delle soluzioni che meglio si adattino al contesto territoriale campano”, conclude Lucia Azzolina, non tralasciando un’attenzione particolare per garantire il diritto allo studio anche agli alunni che presentano delle disabilità: “Credo che concorderemo su questo aspetto – scrive – vanno garantite le necessarie tutele per assicurare il diritto allo studio degli alunni e le alunne con disabilità, con disturbi specifici per lapprendimento e con altri bisogni educativi speciali”.