Dalla tv alla sfida per Reggio Calabria. Il massmediologo Klaus Davi di nuovo candidato sindaco. Dopo San Luca ci riprova: c’è voglia di cambiamento

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L’impegno per la Calabria non si ferma. E dopo la candidatura alle Comunali di San Luca, il piccolo comune della Locride, che l’anno scorso ha consegnato a Bruno Bartolo la fascia di primo cittadino, il massmediologo Klaus Davi non lascia e raddoppia. Annunciando la corsa alle prossime amministrative di Reggio Calabria. “Voglio guardare questa città verso il riscatto”, ha confermato la sfida ospite di Newsroom, il programma in onda tutte le mattine su Radio Capital.

“La mia sarà una lista civica sganciata dai partiti”. Ma neppure contro gli stessi partiti. “Una testimonianza, un’iniziativa di impegno civile sulla scia di quella intrapresa a San Luca”, ha aggiunto Davi, chiarendo a La Notizia, il senso della sua candidatura. “Ho un tasso di presenza ai consigli comunali dell’85% – ha proseguito ai microfoni di Radio Capital -. Durante la pandemia sono andato a San Luca da Milano affrontando un viaggio di duemila chilometri in macchina. Sono un giornalista e un imprenditore della comunicazione impegnato civilmente. Cosi sarà anche per la città di Gianni Versace”.

Ma non è tutto. “L’attuale sindaco Falcomatà è una brava persona e non dico che non si sia impegnato ma come politico ha fallito – ha detto chiaro e tondo il massmediologo assestando una stilettata al suo competitor -. La città è sommersa dai rifiuti, l’aeroporto è chiuso. Anche se per lui non era facile vista la voragine di debiti ereditati. Ma la gente vuole cambiare.” Ma come? “Con me Reggio diventerà un polo turistico internazionale – ha assicurato Davi -. Basta coi giochini contro Reggio, con me non passeranno.”

Il giornalista – che tiene anche una rubrica su questo giornale – è tornato anche sulle polemiche sollevate dal suo spot per i comuni della Locride. “Tanto rumore per nulla. Lo spot è stato applaudito dai sindaci a Siderno in sede istituzionale 4 giorni fa – ha tagliato corto Davi -. Non figurano da nessuna parte le parole ‘malattia’ e ‘covid’. Ma in alcune regioni siamo in campagna elettorale e devono lucrare consenso sulla pelle dei Calabresi. Cose normali fa parte del gioco”.

Infine, un’ultima considerazione. “La pubblicità comparativa esiste da 50 anni! Se solo chi apre bocca leggesse un po’ di più… – ha concluso -. Noi abbiamo solo riportato nel claim pari pari le frasi di una inchiesta di Report… Se vogliono contestarne i contenuti ci sta. Si sa, Report è una trasmissione scomoda per molti politici per esempio ha dimostrato che i soldi dei calabresi sono andati altrove… forse si sono arrabbiati per quello”. La sfida per Reggio Calabria è già iniziata.

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