Dall’Aspen alla Magna Carta, gli ultimi regali di Alfano. Il ministro ai titoli di coda stanzia ancora fondi: a goderne i soliti think tank pieni zeppi di politici

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È inevitabile: se dal 4 marzo ancora non si è riusciti a formare un Governo, qualcuno dovrà pur occuparsi dei vari provvediment che di volta in volta bisogna attuare. E così capita che di tali impellenze debbano occuparsi anche i ministeri dimissionari ma che formalmente sono tuttora in carica. Anche quelli diretti da chi nemmeno si è ricandidato. È il caso del dicastero degli Esteri, diretto da Angelino Alfano. Il 9 maggio scorso il ministro ha inviato alla presidente del Senato Elisabetta Casellati lo schema di decreto per il finanziamento dei cosiddetti “enti internazionalistici” per l’anno 2018. Parliamo, cioè, di quegli enti che si fregiano di sponsorizzare la cultura italiana in giro per il mondo e di effettuare studi e analisi della situazione geopolitica. Fin qui tutto normale. Se non fosse per il piccolo particolare che dentro le tante associazioni beneficiarie dei contibuti, spuntano qua e là politici e manager, tanto che viene da chiedersi cosa avrebbero fatto due forze politiche anti-sistema come Lega e M5S se fossero andate al Governo.

Soldi per tutti – In totale non parliamo di fondi clamorosi parlando di 757mila euro complessivi. A beneficiarne, però, abbiamo associazioni come l’Aspen tra i cui soci abbiamo banche a non finire, società private come Vodafone, Telecom e Siemens e pubbliche come la Rai. Nel direttivo, poi, abbiamo nomi quali Giuliano Amato (presidente onorario), Giulio Tremonti (presidente) e il “quasi ministro” Paolo Savona (vicepresidente). Amato, nel frattempo, è presidente onorario anche del Centro Studi Americani, altro ente finanziato, il cui presidente è Gianni De Gennaro, oggi presidente di Leonardo. A proposito, poi, di “quasi ministri” spunta anche l’ambasciatore Giampiero Massolo, che siede nel comitato esecutivo dell’Aspen (insieme, tra gli altri, a Gianni Letta, Emma Marcegaglia, Mario Monti ed Enzo Moavero Milanesi) ed è anche presidente dell’Ispi, nel cui direttivo siedono Fedele Confalonieri, Monica Maggioni, Claudio Costamagna e, ancora una volta, De Gennaro).

Per non sbagliare, poi, Massolo siede anche nella Sioi, altro ente beneficiato, il cui presidente è Franco Frattini (quello onorario Giorgio Napolitano), e nell’Iai, anche questo foraggiato, insieme a Enrico Letta, Carlo Calenda, Enrico Giovannini, Frattini e l’immancabile De Gennaro. La lista, però, non finisce qui: tra gli enti beneficiari, infatti, abbiamo anche il Cespi, diretto da Piero Fassino, e la Fondazione Magna Carta, di Gaetano Quagliariello. Ex compagno di partito proprio del ministro Alfano.