Dalle tasse ai pignoramenti. Tutte le Fake news sulla Manovra. Prima i numeri bufala della Lega sulle nuove imposte. E ora l’invenzione sulla riscossione delle multe

Share on facebook
Share on twitter
Share on whatsapp
Share on telegram

La manovra concede ai Comuni la possibilità di bloccare i conti correnti ai contribuenti che non pagano i tributi. Sì, anzi no. La notizia sarebbe un’ennesima fake news. Non c’è giorno che sulla manovra non ci sia qualche falso da smontare. L’ultimo in ordine di tempo è, appunto, la norma che nella legge di Bilancio punta a dare ai Comuni, che riscuotono direttamente i loro tributi, metodi e strumenti che usa l’Agenzia delle Entrate. “Le multe non ci sono.

FACT CHECKING. “E’ l’ennesima fake news di Matteo Salvini”, dice il viceministro dell’Economia Laura Castelli. “La norma – spiega il viceministro – non tocca la procedura di pignoramento dei conti, che esiste da quando è stata introdotta con il Regio Decreto del 1910. Avremmo dovuto modificare il Codice di Procedura Civile, non lo stiamo facendo. Le garanzie e le tutele per i contribuenti restano invariate, anzi si rafforzano”. Sulla questione interviene il premier: “Faccio un invito pubblico a tutti. I cittadini – dice Giuseppe Conte – devono essere informati correttamente. Se si scrive che da domani i conti correnti saranno pignorati, che non ci si potrà più difendere, sono tutte false notizie, dobbiamo smetterla di alimentare il dibattito pubblico attraverso mistificazioni”.

Quello che ci sarà è un’equiparazione sulla riscossione tra sistema nazionale e locale. “Le norme per la riscossione sono rimaste le stesse, abbiamo solo chiesto di fare un unico atto, cioè di concentrare in un unico atto l’avviso di accertamento e l’ingiunzione di pagamento come fa l’Agenzia delle Entrate”, spiega Antonio Decaro, presidente dell’Anci. Il premier, insieme con il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri, è da tempo impegnato a liberare il campo dalle mistificazioni. Quella più insopportabile per il governo è che si tratti di “una manovra delle tasse”. Tra Iva, accise e taglio del cuneo – ha detto Gualtieri – la Finanziaria comporta 26 miliardi di tasse in meno.

Le entrate previste dall’aumento dell’imposizione fiscale su plastica, zucchero e auto aziendali ammontano a circa due miliardi nel 2020. Ovvero – calcola il governo – al 5% di una manovra da 30 miliardi. Il 24 ottobre era toccato al viceministro dell’Economia Antonio Misiani smontare un’altra “menzogna”: “I ‘5 miliardi di microtasse’ – ha scritto su twitter – sono la fake news del giorno. Il dato reale è meno di un terzo di quella cifra. Molto meno dei 23 miliardi di aumenti Iva evitati, dei 3 miliardi di minori tasse sui lavoratori, dello stop del super ticket”. Senza considerare che il governo si avvia a rivedere – e cioè a ridurre – le imposte in questione. Dalla plastica agli zuccheri fino alle auto aziendali, tutti i partiti di maggioranza hanno già proposto un alleggerimento di quei balzelli.

SPARATE A RAFFICA. Andando più indietro, era circolata la voce di un Daspo ai commercialisti, nel caso in cui questi si fossero resi complici di contribuenti che provavano a vantare un credito inesistente da parte dello Stato. Daspo ai commercialisti e tassazione del contante sono “fake news”, aveva troncato Gualtieri. Ieri Salvini ha sollevato una nuova polemica per la bocciatura di un emendamento al decreto fiscale che proroga l’esenzione dell’Imu per le popolazioni colpite dal sisma. In una nota i partiti di maggioranza spiegano che si tratta di un’altra bufala: è stato respinto solo perché è stato ripresentato e approvato nel decreto Sisma alla Camera. “Salvini e la Lega continuano a speculare sulla pelle dei cittadini”, accusa il sottosegretario al Mef Pier Paolo Baretta.