Dall’Ucraina al gas di Mosca: l’unità delle destre è solo di comodo

Dall'Ucraina al gas di Mosca, l'unità delle destre è solo di comodo. Meloni insiste sugli aiuti militari, la Lega frena

Dall’Ucraina al gas di Mosca: l’unità delle destre è solo di comodo

C’è una distanza evidente tra la Giorgia Meloni che ambiva a fare da pontiera fra Europa e Stati Uniti, forte del rapporto politico con Donald Trump, e quella che ieri si è presentata in Parlamento alla vigilia del Consiglio europeo. La premier prova a tenere insieme le due posture: bacchetta Bruxelles, rivendica l’interesse nazionale, difende una linea atlantista. Ma la sostanza è un’altra. Stretta tra una crisi energetica che non può gestire con risorse proprie e le scelte dell’ex alleato americano, Meloni deve tornare a chiedere all’Unione flessibilità, strumenti e margini di bilancio. E finisce per prendere le distanze, che siano reali è tutto da verificare, da Trump proprio sul terreno più simbolico per l’Europa: il rapporto con Putin e la guerra in Ucraina.

Dall’Ucraina al gas di Mosca: l’unità delle destre è solo di comodo

Il cuore del discorso è il caro energia. Meloni insiste sul fatto che “nessuno, di fronte a uno scenario del genere, può rispondere efficacemente da solo” e che la risposta deve essere “coordinata e rapida”. È la fotografia più sincera del limite dell’autosufficienza sovranista: di fronte alle bollette, ai carburanti e alla competitività delle imprese, l’Italia ha bisogno dell’Europa. Non di un’Europa burocratica, naturalmente: quella resta il bersaglio polemico della premier. Ma di un’Europa disponibile a sospendere vincoli e a finanziare interventi.

La richiesta

La richiesta è precisa. Meloni ricorda di avere scritto a Ursula von der Leyen chiedendo che “lo shock energetico e inflazionistico venga adeguatamente considerato nel calcolo della spesa consentita dalle regole europee” e che gli Stati possano usare almeno una quota dell’extra-gettito Iva provocato dall’inflazione per misure temporanee rivolte a famiglie e imprese. In altre parole: spazio di bilancio. Una flessibilità che il governo non riesce a trovare nei propri conti e che cerca a Bruxelles, presentandola come una battaglia di buonsenso. Le bordate contro l’Unione servono dunque soprattutto a negoziare.

Il passaggio

La vera novità politica, tuttavia, è il passaggio su Trump. Meloni definisce “molto rischiosa” l’intesa sul gasolio russo annunciata dal presidente americano. E viene redarguita dal Cremlino. “Non sono affari suoi”, afferma la portavoce del ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova. Ma se contraddizioni esistono nel campo dei progressisti, con M5S e Avs contrarie all’invio di armi a Kiev, a differenza di Pd, Iv e +Europa, contraddizioni esistono- eccome – anche nella maggioranza. Se Meloni fa della difesa dell’Ucraina un baluardo della sua politica estera, la Lega frena.

La frenata

“Abbiamo dato tanto. Sicuramente non potremo andare avanti all’infinito a mandare miliardi in regalo all’Ucraina”, ha detto il vicepremier e leader della Lega Matteo Salvini. Che ha auspicato a guerra finita di comprare il gas dove costa meno. Russia inclusa. E se il campo largo è andato in ordine sparso, presentando ciascun partito una sua risoluzione sulle comunicazioni di Meloni, il centrodestra ne ha presentate due.

Nella seconda ha inserito l’impegno a sostenere una tregua sugli attacchi alle infrastrutture energetiche ucraine e russe. La spiegazione ufficiale è tecnica: il riferimento mancava nel primo testo, già depositato e non modificabile. Ma nella maggioranza circola anche una lettura politica: venire incontro alle richieste (finto) pacifiste della Lega.

Per quanto riguarda il dibattito parlamentare, Meloni è tornata ad attaccare il suo bersaglio preferito: il M5S. “Veniamo alle spese militari. Lei ha contestato – la replica del leader del M5S, Giuseppe Conte rivolto alla premier – che ho aumentato le spese militari, non l’ho mai negato, siamo arrivati all’1,5%, non certo al 2. Lei l’ha superato e ha firmato per il 5% a spese degli italiani. Washington, che abbiamo seguito nell’illusione della vittoria, adesso fa affari d’oro con Putin. E attenzione, quello non è un accordo rischioso, abbia il coraggio di dirlo, è un accordo irresponsabile, mentre noi qui rischiamo, bomba dopo bomba, una guerra mondiale in casa”.