Danno santo, a rischio metà delle opere previste per il Giubileo. Per le imprese i 50 milioni stanziati dal Governo sono un’addizionale Irpef che pagano i cittadini

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Il decreto del 27 agosto che ha messo “sotto tutela” il sindaco di Roma Ignazio Marino rischia di far saltare un appalto su due tra quelli che avrebbero dovuto essere assegnati in vista del Giubileo straordinario che partirà l’8 dicembre. Come rilevato ieri da Il Messaggero, infatti, il provvedimento che ha tra l’altro assegnato al prefetto Franco Gabrielli il coordinamento dell’evento non prevede deroghe al Codice degli appalti. Per cui tutti i lavori che valgono più di 1 milione di euro vanno affidati con un bando di gara europeo. E nel gruppo ricadono ben 22 sui 40 interventi previsti dal piano. Dai nuovi bagni pubblici al rifacimento di piazza della Repubblica, fino alla manutenzione delle linee A e B della metropolitana. Il risultato è che sarà impossibile realizzare tutte queste opere entro il 31 dicembre, termine oltre il quale i 50 milioni torneranno nelle casse dello Stato. “Il Governo non sta aiutando Roma. Da Palazzo Chigi di fatto non sono arrivati soldi per la Capitale perchè i 50 milioni di cui tanto si parla, sono solo un’addizionale Irpef che pagano i romani. La deroga è stata solo sui tempi di pubblicazione e non sulle procedure di aggiudicazione”, dicono dalla Federlazio. Il dubbio, in altre parole, è che cosa si riuscirà a fare considerando che mancano due mesi all’inizio dell’Anno Santo. Ottimista, invece, Alfonso Sabella: “Anche se con fatica, ce la faremo, qualcosa la manderemo in gara entro domani (oggi, ndre). È inutile che ci nascondiamo dietro a un dito. I controlli li dobbiamo fare, non possiamo andare all’acqua di rose, perché è nell’urgenza che si celano le nefandezze. Ma ce la faremo”. La speranza, come sempre. è l’ultima a morire.

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di Gaetano Pedullà

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