I dati del Viminale: nel 2021 tutti i reati in aumento. La pandemia non ci ha fatto diventare migliori. Boom di femminicidi e crimini informatici. In forte crescita anche le intimidazioni a giornalisti e sindaci

viminale Lamorgese
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Più femminicidi, reati informatici e minacce a sindaci e giornalisti. È una fotografia impietosa quella scattata dal report del Servizio analisi criminale del Dipartimento della pubblica sicurezza (qui il focus), presentato ieri al Viminale guidato da Luciana Lamorgese, che quest’anno mostra una decisa crescita dei reati nel 2021 rispetto al 2020.

Per quanto riguarda gli omicidi, quest’anno ne sono stati registrati 289, 4 in più dell’anno scorso, ma 25 in meno del 2019. Cresce, invece, l’incidenza percentuale sul totale degli omicidi delle donne uccise: 116 vittime nel 2021 a fronte delle 110 del 2019. Di questi femminicidi 100 sono avvenuti in ambito familiare o affettivo, contro i 93 del 2019. Aumentano del 30,5% rispetto al 2020 i reati informatici, come gli spyware, i ransomware e il social engineering.

HATERS ALL’ATTACCO. Crescono anche i reati comuni commessi on line tanto che le truffe nel 65,9% dei casi sono state messe a segno via web. Preoccupa anche il fenomeno delle intimidazioni nei confronti degli amministratori locali, quest’anno ben 541 in crescita del 16,9% rispetto allo stesso periodo del 2020, e di quelli nei confronti dei giornalisti che sono stati 156, con un deciso +20% rispetto all’anno precedente. Come emerge dal report, minacce e intimidazioni sono ormai all’ordine del giorno e avvengono principalmente – ma non solo – sui social network e in particolare su Facebook.