Davanti alla Boschi, Vespa fa il farfallone

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di Tommaso Rodano per Il Fatto Quotidiano

Il salotto di Rai Uno è tirato a lucido: torna Maria Elena Boschi. Stavolta nella veste di ministra, a tu per tu con Bruno Vespa: la prima ora di Porta a Porta è tutta per loro due. Lui sorride e si frega le mani: sul maxi-schermo dello studio campeggia una bella fotografia dell’enfant prodige del Pd. Titolo allusivo: “Il volto nuovo della sinistra”. Boschi di fronte alle telecamere è molto più sorridente che in Parlamento. Indossa un abito color carta da zucchero e collant scuri.
La gonna arriva sopra al ginocchio. Bruno Vespa, con ogni evidenza, subisce il fascino femminile almeno quanto quello delle poltrone. La combinazione è micidiale. Hai voglia a chiedere di esser giudicata “per le riforme e non per le forme”, hai voglia a far dimenticare l’imitazione da gatta morta di Virginia Raffaele. Di fronte alla ministra, Vespa parte dai tacchi: “Lei ha invertito lo stereotipo sulle donne di sinistra – gigioneggia il conduttore – ovvero che la capacità politica è inversamente proporzionale all’altezza dei tacchi delle scarpe. Lei veste felicemente in modo femminile…”.
La ministra riesce a nascondere l’irritazione: “Non credo che mortificare la propria femminilità serva a risultare più credibili”. Nei minuti che seguono, Vespa farà molta fatica a non deragliare sulle frivolezze. Boschi recita dignitosamente il suo spartito. Difende il Jobs act (“Abbiamo ampliato i contratti a termine perché in questa fase per i giovani è importante inserirsi nel mondo del lavoro”), protegge l’accordo con B. sull’Italicum (“Si può discutere di tutto, quote rosa comprese, ma i patti si rispettano”), garantisce la riforma del Senato e gonfia il petto per il buon esito dell’incontro tra Merkel e Renzi.
Vespa si accende solo quando si va sul personale. Le mostra il servizio girato nella cittadina dove è cresciuta, Montevarchi. Un’elegìa della ministra. Quando parla il vecchio parroco, la regia indugia sugli occhi lucidi di Maria Elena e le labbra che tremano per la commozione. Poi tocca alla foto di D’Alema che regala la maglia di Totti a Renzi.
Viene fuori che la Boschi tifa Milan. Vespa non si contiene: “Ma è un ulteriore motivo di simpatia per il Cavaliere!”. E si riparte da dove si è iniziato: “È vero che le ha detto che se è così bella non può essere comunista?”. È vero. Si scopre infine che la Boschi non esce spesso la sera. Vespa esplode: “Non mi dica che adeso se ne torna a casa da sola? Ma è la notizia della serata!”. Oltre alle gambe c’è di più, ma non ditelo al conduttore.