De Benedetti contro Tronchetti, è rissa

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di Alessandra Fassari

Ai piani alti dell’economia italiana volano gli stracci. E insulti di ogni tipo. Finito il tempo felice dei patti di sindacato, di un capitalismo relazionale dove tutti erano collegati agli interessi di tutti, adesso pure i più paludati “capitani d’industria” si sparano a palle incatenate tra di loro. Aveva cominciato Diego Della Valle, apparendo per questo un personaggio un po’ naif. Ora l’elenco si allunga, anche per via dell’età che consente a signori sempre più attempati di dire la loro in grande libertà. E’ il caso di Carlo De Benedetti, a capo (onorario) di un gruppo – la Cir – che oggi naviga nell’oro grazie al maxi assegno da 500 milioni firmato da Berlusconi su ordine della Cassazione, per il lodo Mondadori. De Benedetti (di cui non si ricordano risultati brillanti, se non con privatizzazioni e aiuti di Stato) ieri s Radio 24 ha sparato contro la gestione dei capitani coraggiosi in Telecom, accusandoli di aver prodotto i mali attuali (e il passaggio del controllo di Telco agli spagnoli di Telefonica). “Se i capitani coraggiosi sono loro allora preferisco le partecipazioni statali. Un liberista, in economia, come me si trova a dire viva le partecipazioni statali». «Ho inventato la Omnitel, – ha proseguito De Benedetti – unica azienda di computer al mondo che è entrata nella telefonia e non era una cosa ovvia. Quando poi la Omnitel che oggi è Vodafone fu successivamente venduta da Colaninno alla Mannesmann che poi fu comprata a sua volta dalla Vodafone, vorrei ricordare che l’Olivetti era l’azienda più liquida in Italia. Tanto che Colaninno si permise di fare, e io lo contestai per iscritto, l’Opa sulla Telecom che firmò la fine della Telecom”. E ha rincarato: “Strategie industriali zero. Colaninno utilizzò la cassa dell’Olivetti per iniziare la distruzione della Telecom e poi fu conseguita con grande intensità e incapacità da Bernabè”. Passa poco e arriva la replica di Marco Tronchetti Provera che nel 2001 divenne l’azionista di maggioranza di Telecom. “La storia delle persone e delle aziende, anche quella dell’ingegner De Benedetti, si deve raccontare guardando i fatti in modo oggettivo e rispettandoli”, ha detto il numero uno della Bicocca. «Se anche io raccontassi la storia delle persone attraverso i luoghi comuni e gli slogan potrei dire che l’ingegner De Benedetti è stato molto discusso per certi bilanci di Olivetti, per lo scandalo legato alla vendita di apparecchiature alle Poste italiane, che fu allontanato dalla Fiat, coinvolto nella bancarotta del Banco Ambrosiano, che finì dentro le vicende di Tangentopoli. Invece non lo faccio perchè questo paese ha bisogno di altro. Guardate dove ci ha portato la guerra per bande di questi anni”.