Debito monstre e crescita debole. Il virus greco può infettare Roma. Padoan sparge tranquillità: niente rischio contagio. Ma il Tesoro invoca subito lo scudo di Draghi

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In Italia nessuno intende pronunciare la parola, quasi a voler esorcizzare uno scenario la cui ombra però sembra allungarsi. La parola in questione è “contagio” e la domanda è: se la Grecia va in default ed esce dall’euro cosa accadrà all’italia? Ieri dalle colonne del Corriere della sera il ministro dell’economia, Pier Carlo Padoan, ha sparso garanzie a destra e a sinistra. Per quanto riguarda l’Italia, ha argomentato, il default greco non produrrebbe un aumento del debito. “E’ già tutto contabilizzato”, ha detto il ministro ricordando che l’esposizione del nostro Paese è di “10,2 miliardi di prestiti bilaterali e 27,2 di contributi al fondo”. Padoan ha detto di non temere neanche un effetto Grecia sullo spread: “La Bce può intervenire tramite il quantitative easing”. In realtà per l’Italia i rischi ci sono. Per prima cosa il Belpaese ha il terzo debito pubblico mondiale, che ormai ha raggiunto i 2.200 miliardi di euro (135% del Pil). Bisogna poi aggiungere diverse voci aleatorie del Def come i tagli alle spese. Per non parlare dei buchi di bilancio che si sono venuti a creare, anche se in qualche modo tamponati dal Governo. Il riferimento numero uno è alla sentenza della Consulta che ha bocciato il blocco dell’indicizzazioni delle pensioni. E’ vero che il Belpaese, come si dice, è “too big to fail”, ovvero troppo grande per poter fallire senza trascinare nel baratro le altre economia europee (anche quelle sulla carta più virtuose). Così come è vero che c’è sempre il “baluardo italiano” Mario Draghi. Ma basterà a scongiurare il contagio?

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