Decreto Rilancio, un’occasione per la svolta green. Spazio a mobilità sostenibile e incentivi per ridurre l’inquinamento

di Raffaella Malito
Politica

Se Italia viva si intesta la norma che nel decreto Rilancio permette il rimborso totale per chi ha acquistato un abbonamento al trasporto pubblico locale e a quello ferroviario senza poi poterlo utilizzare a causa del lockdown, il M5S gioisce per la moltiplicazione degli incentivi green, da quelli per la mobilità al rafforzamento di ecobonus e sismabonus, al 110% se i lavori consentiranno un salto di due classi di efficienza.

FUTURO ECO. “Il potenziamento e l’inserimento nel pacchetto di misure del decreto Rilancio di una norma che incentiva attraverso un bonus, forme di mobilità alternative all’auto privata e complementari al trasporto pubblico locale, è davvero un’ottima notizia. Una misura che il Movimento 5 Stelle ha fortemente voluto e che rappresenta un tassello fondamentale del cosiddetto Green new deal”, scrivono i deputati pentastellati. Saranno stanziati ulteriori 50 milioni di euro per un totale di 120 milioni per il 2020, che andranno a finanziare bonus fino al 60%, e comunque fino a 500 euro, del costo per l’acquisto di biciclette, anche elettriche, hoverboard, segway e monowheel, nonché per abbonamenti a servizi di bikesharing, condivisione monopattini e scooter.

STRADE SGOMBRE. A decongestionare il traffico delle città nel periodo del lockdown ha contribuito poi lo smart working o lavoro a distanza. A parlarne è il ministro per la Pubblica amministrazione, Fabiana Dadone (nella foto), in un’intervista a Radio Cusano Campus: “Siamo riusciti a mettere tutti i dipendenti pubblici al lavoro da remoto e la reazione è stata buona. Ovviamente siamo dovuti intervenire con l’acquisto di strumenti informatici per sopperire alle carenze che c’erano. Bisogna continuare ad investire nel digitale”. Nel dl rilancio ci sono 50 milioni per l’innovazione e la norma “once only” che mette la Pa nelle condizioni di chiedere solo una volta a imprese e cittadini dati di cui è già in possesso.

“La pandemia ci ha messo di fronte a nodi strutturali che non erano stati risolti, come ad esempio la banda larga. Non è stato possibile inserire il tema in questo decreto, ma nel prossimo bisogna farlo assolutamente”, dice Dadone. Nel dl Rilancio c’è, invece, una procedura di semplificazione a regime dei concorsi gestiti dalla Pa: “Saranno digitalizzati e dislocati sul territorio. Prove scritte su carta non ne voglio più vedere”.