Decreto semplificazioni, riparte l’assalto alla diligenza. Quasi tremila emendamenti al Senato, 1.400 sono dei giallorossi

di Antonio Acerbis
Politica

Numeri da capogiro per il decreto semplificazioni. Sì, ma non si tratta di fondi a cui attingere, bensì di richieste di modifica del testo da parte dei partiti. Ben 2889 in totale, di cui circa 1400, dunque la metà, arrivati dalla maggioranza. Solo qualche giorno fa, nella riunione tra il premier, Giuseppe Conte, e i capigruppo il messaggio era stato chiaro: cerchiamo un percorso condiviso e condivisibile da tutti. Come se non bastasse la risposta è stata una pioggia di emendamenti che hanno letteralmente sommerso il decreto.

La riunione, presieduta da Conte, è durata circa due ore ed è servita, spiegava il ministro Federico D’Incà, a “concordare insieme la gestione dei lavori da seguire per il decreto semplificazioni” e “stabilire le tempistiche per i vari passaggi parlamentari del provvedimento e per dare seguito all’appello del premier per un confronto che coinvolga i gruppi parlamentari e che permetta una più larga condivisione dei lavori tra le forze che compongono la maggioranza”.

Acqua fresca, come si suol dire. Solo dai partiti che sostengono la maggioranza, infatti, di emendamenti ne sono arrivati a bizzeffe. In commissione Affari costituzionali il Movimento cinque Stelle ne ha presentati quasi 400, il Partito Democratico 348, Italia viva 310. Mentre il record lo ha raggiunto il gruppo Misto, di cui fa parte Liberi e Uguali, con 410 emendamenti: proprio LeU aveva sottolineato diverse perplessità, in particolare sulle norme per l’edilizia.

Alle proposte di modifica della maggioranza si sono aggiunte poi quelle del gruppo Autonomie (79 in totale) e ovviamente quelle dell’opposizione di centrodestra: la Lega ha presentato 409 emendamenti, Forza Italia ben 602, Fratelli d’Italia 331. Gli uffici sono ancora al lavoro per preparare i faldoni delle proposte di modifica. La settimana prossima verranno comunicate le relative inammissibilità al decreto, mentre l’esame del testo da parte delle commissioni è previsto a partire dal prossimo 24 agosto.