Decreto Sicurezza, Salvini pronto a sfidare Mattarella: nel mirino minori stranieri e baby gang. Ma FdI frena

Dalla lotta alle baby gang ai coltelli, Salvini vuole subito il decreto. Ma FdI punta ad un ddl per evitare scontri con il Colle

Decreto Sicurezza, Salvini pronto a sfidare Mattarella: nel mirino minori stranieri e baby gang. Ma FdI frena

Si sono visti a Palazzo Chigi prima del Consiglio dei ministri. C’erano tutti: Giorgia Meloni, i vicepremier Antonio Tajani e Matteo Salvini, i ministri Matteo Piantedosi, Carlo Nordio e Guido Crosetto, l’immancabile sottosegretario alla presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano. E un convitato di pietra: il presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

Lo scontro FdI-lega sul decreto Sicurezza

Sul tavolo il venturo decreto Sicurezza, 25 articoli, e un disegno di legge. Quell’insieme di norme – annunciate dalla maggioranza, ognuno in ordine sparso, in una sorta di derby a chi dimostrava più vigore e fermezza – molte delle quali però si sarebbero già infrante contro il muro del Quirinale. Da qui il vertice di ieri, per limare le misure e decidere cosa inserire nel decreto da approvare la prossima settimana in Cdm e cosa far confluire nel disegno di legge.

Nel disegno di legge le norme più controverse

In bilico, in particolare, le previsioni più controverse, come le nuove regole sulle manifestazioni, lo scudo penale per gli agenti, il rimpatrio immediato dello straniero ritenuto pericoloso per la sicurezza nazionale o più facile per il minore non accompagnato, la stretta sui ricongiungimenti familiari. Tutte revisioni che Meloni vorrebbe far approvare dal Parlamento, così da essere più “protetta” all’esame del Presidente, mentre la Lega – alla ricerca di consenso – è pronta a sfidare Mattarella (che difficilmente individuerebbe i criteri di necessità e urgenza e potrebbe quindi non firmare la maxi-misura).

Salvini: “Urgente intervenire sulle armi da taglio”

Intanto però Salvini scalpita: “Un intervento per vietare il possesso di armi da taglio mi sembra assolutamente urgente”, dice, ma serve anche “una stretta alle concessioni a chi arriva qua e non rispetta le nostre leggi, le nostre regole, sia adulti che ragazzi. E aggiungo anche lo sgombero degli immobili occupati abusivamente di ogni ordine e grado”.

“Nessuno storce il naso se prendiamo provvedimenti nei confronti di chi non rispetta la legge, anche per quello che riguarda i cosiddetti ‘minori non accompagnati’”, ha spiegato, “che oggi rimangono fino a 21 anni e spesso hanno 21 anni come me. Prevedere che chi commette un reato smetta di essere assistito e mantenuto a carico degli italiani, penso che sia una norma di buon senso quindi non penso che nessuno storcerà il naso”, ha aggiunto, riferito a Mattarella.

Stretta sulle baby gang e sequestri più facili

Nel nuovo decreto Sicurezza “prevediamo anche una stretta sulle baby gang. È previsto, ad esempio, per i reati connessi alla droga, il sequestro di veicoli, motorini, auto, telefonini, monopattini, patente, in modo tale da rendere più difficile il balordo mestiere dello spacciatore”, ha continuato il vicepremier.

Che ha poi ha rilanciato sui metal detector a scuola: “Chiedetelo agli studenti, agli insegnanti, ai presidi, ai genitori. Non in tutte le scuole, in scuole problematiche e a rischio. Se uno esce di casa con una lama di 20 centimetri e va in classe, evidentemente c’è un problema”, ha arringato.

“Il ministro della Scuola ha fatto una proposta che, ripeto, arriva da alcuni presidi. Se ci sono alcune zone problematiche con alcune scuole problematiche dove gli stessi insegnanti non riescono ad arginare la violenza in classe… Ovviamente, poi serve prevenzione, educazione, non bastano i controlli, però i controlli servono”, ha concluso

Intanto la Lega chiede più zone rosse

E dietro di lui la Lega: che in una nota “conferma l’urgenza di approvare un pacchetto Sicurezza che preveda, tra le altre cose, la possibilità di istituire zone rosse a vigilanza rafforzata in modo più rapido. È una soluzione per intervenire nei luoghi di degrado e spaccio con segnalazione di criminalità predatoria e può favorire l’allontanamento di soggetti molesti, aggressivi e con precedenti”.

FdI rilancia l’impegno contro la violenza giovanile

Immediato il rilancio di Fratelli d’Italia, che con Augusta Montaruli ha ricordato come “Il lavoro del governo per contrastare violenza giovanile, baby gang e, soprattutto, l’uso sempre più diffuso di armi tra i giovani non si arresta”. “Non intendiamo arretrare”, ha continuato, “La sfida è quella di affiancare all’intervento normativo, modelli educativi positivi. Lo abbiamo fatto sostenendo le famiglie e riconoscendo loro diritti e doveri nell’ambito scolastico e stiamo continuando a farlo portando avanti proposte di legge che affrontano fenomeni sempre più attuali in ottica preventiva”.