Def, Di Maio: “Tre misure di buon senso per le famiglie: riforma dell’Irpef, sconti sui pannolini e incentivi per baby sitter e asili”

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“Sono giorni che c’è un gran parlare sulla famiglia. Sento molte parole, molte chiacchiere, parecchie polemiche che considero inutili. Siamo stati eletti per lavorare e risolvere i problemi. Sulla famiglia il MoVimento 5 Stelle ha un piano molto ambizioso, che vogliamo iniziare a concretizzare”. E’ quanto scrive sul Blog delle stelle il vicepremier Luigi Di Maio.

“Nel Def – aggiunge il leader del M5S -, oltre al dl Crescita e allo Sblocca cantieri, in qualità di ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali proporrò l’inserimento di un capitolo dedicato proprio alla famiglia, incluse alcune misure che possiamo portare a casa già nel 2019 e con la prossima finanziaria: La riforma dell’Irpef con il coefficiente familiare. Oggi ogni cittadino che prende uno stipendio ha delle detrazioni in base al nucleo familiare. Noi vogliamo fare un passo avanti, ovvero inserire un coefficiente da calibrare sull’Irpef dI ogni famiglia. Hai 2,3 o 4 figli a carico? Il coefficiente varia e si riduce proporzionalmente l’Irpef da pagare per i genitori”.

“Un impegno verso maggiori incentivi – ha detto ancora Di Maio – per chi ha necessità di una baby sitter e per l’acquisto di pannolini, con sconti del 50% sul prodotto. Agevolazioni sulle rette degli asili nido, fino ad arrivare a un dimezzamento (per il primo, il secondo e il terzo figlio) in quelle Regioni dove il costo è più alto. Nel 2017/2018 la tariffa media mensile, secondo il report di cittadinanzattiva, è stata di 301 euro mensili, ciò significa che in alcuni casi si potrebbe arrivare a un risparmio anche di 1.500 euro a famiglia in un anno”.

“Sono provvedimenti di buon senso – ha concluso il vicepremier – che hanno un chiaro obiettivo: mettere in condizioni le coppie italiane di poter tornare a fare figli. In fondo, siamo al mondo per questo. Ed è giusto che lo Stato inizi a prendere sul serio un problema che l’Italia si trascina ormai da troppi anni. Serve un nuovo Welfare familiare. Servono meno opinioni e più fatti”.

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