Def e Crescita, le previsioni del Governo sbagliate 13 volte negli ultimi 14 anni

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Secondo il Fondo Monetario Internazionale quest’anno l’Italia crescerà soltanto dell’1%. Una stima decisamente più pessimistica di quella contenuta nel Def, che stima l’aumento del Pil nel 2016 dell’1,2% reale e del 2,2% nominale. «Vedremo chi avrà ragione» ha commentato il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan. «Noi abbiamo un tasso di errore molto basso sulle nostre previsioni». Peccato che il recente passato smentisca decisamente le sue parole, dal momento che le stime del Governo si sono rivelate sbagliate ben 13 volte negli ultimi 14 anni.

Lo sostiene una ricerca del Centro studi ImpresaLavoro, realizzata confrontando le previsioni di crescita del Pil riferite all’anno successivo e contenute di volta in volta nei Dpef e Def con i numeri effettivi certificati dall’Ocse. Emerge infatti con chiarezza come – a parte tre casi (2006, 2007 e 2010) – le previsioni del governo siano sempre state troppo ottimistiche. Il caso più eclatante è quello che riguarda il 2009, quando a fronte di una previsione di crescita dello 0,9% effettuata un anno prima, il Pil è in realtà calato di 5 punti percentuali e mezzo. Non solo: nel 2003, invece di crescere del 2,9% il Pil è salito soltanto dello 0,2%; nel 2012, invece di crescere dell’1,3% è addirittura calato del 2,8%. E scarti sostanziali tra previsioni e realtà – con le previsioni sballate sempre per eccesso – si sono registrati nel 2002 (-1,9%), nel 2008 (-2,9%), nel 2011 (-1,4%), nel 2013 (-2,2%) e nel 2014 (-1,7%).

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di Gaetano Pedullà

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