“È in atto un golpe delle destre su Viale Mazzini”. Parla il giornalista Valentini: “Meloni ha occupato le reti di Stato”

“è in atto un golpe delle destre su Viale Mazzini”. Parla il giornalista Valentini: “Meloni ha occupato le reti di Stato"

Prima l’intervista a Vespa per la quale è stato scombussolato il palinsesto di Rai 1, poi l’intervista in ginocchio al Tg 1. Giovanni Valentini (ex direttore dell’Europeo e dell’Espresso e già vicedirettore di Repubblica, autore della rubrica ‘Il sabato del villaggio’ sul Fatto Quotidiano) il servizio pubblico è agli ordini della Meloni?
“Partiamo da Vespa che è il miglior testimonial del declino della Rai perché è una cariatide, l’emblema di un palazzo che non sta più in piedi. Naturalmente capisco bene che lui continui a stare nella Rai perché quella vetrina gli serve anche per vendere i suoi libri. Detto questo sottolineo che i problemi del servizio pubblico riguardano tanto la tv quanto la radio perché anche quest’ultima sta scadendo in un’omologazione pressoché totale. Il problema è che non c’è mai fine al peggio perché siamo arrivati alle interviste in ginocchio come quelle di giovedì dove la Meloni ha parlato senza alcun contraddittorio perché i giornalisti si sono limitati a fornirle degli assist, un po’ come fa Messi con l’Argentina quando manda in porta gli attaccanti. Il tutto a reti unificate su Tg1 e Tg5”.

GIOVANNI VALENTINI

Sta facendo discutere l’autodifesa, su Rai 1 e Canale 5, della premier sul caro carburanti…
“La Meloni abilmente cerca di spostare la polemica sul video del 2019 in cui diceva di voler cancellare le accise. Tuttavia il problema non è quello che diceva 3 anni fa ma quello che c’è scritto nell’ultimo programma di Fratelli d’Italia. Mi creda le cose sono due: o è smemorata o è bugiarda. Personalmente propendo per quest’ultima ipotesi anche perché, richiamata da qualcuno sul programma, ha sostenuto di non averlo mai detto. È indicativo che abbia usato il verbo ‘dire’ e non ‘scrivere’. Inoltre le faccio notare che la Meloni ha detto di non aver ridotto le accise per una questione di giustizia sociale. Peccato che poi tutto ciò ha causato contraccolpi agli automobilisti ma anche alla filiera della distribuzione che poi scarica gli aumenti sui consumatori. Ma se anche tutta questa storia si riducesse a una questione di giustizia sociale, come mai nel 2019 sosteneva l’esatto opposto? Tra l’altro sugli sconti, dopo aver incolpato i benzinai che giustamente hanno annunciato uno sciopero, ha già fatto dietrofront tanto che siamo passati dalla marcia su Roma alla retromarcia su Roma”.

A distanza di tre mesi dalla nascita del governo, la Vigilanza Rai non ha ancora un presidente. Non lo trova strano?
“Certo che è strano. Guardi la Vigilanza Rai è soprattutto un organo di garanzia, in particolare per le opposizioni. Per questo è giusto che la presidenza vada a un partito tra Pd e M5S mentre si deve evitare a ogni costo che finisca in mano a finte opposizioni che tengono un piede in una scarpa e un piede nell’altra. Ma comunque la Vigilanza non risolverà tutti i problemi perché serve una riforma organica che sposti il controllo dal governo a una fondazione indipendente. Il problema è che né il centrodestra né il centrosinistra la vogliono fare”.

Che qualcosa non stia funzionando in Rai lo si capisce anche dai ritardi nel raccontare il tentato golpe in Brasile della destra di Bolsonaro. Crede che ciò sia dipeso da ingerenze politiche?
“Magari fosse così, purtroppo è peggio. C’è una Rai allo sbando, in crisi d’identità e che non rispetta le sue funzioni istituzionali, e il suo management che pensa solo a salvare la poltrona. Per garantire la tempestività delle notizie, ossia il core business della Rai, bisognerebbe trasformare Rai News 24 in un rullo che aggiorna in tempo reale l’informazione. Informazione che poi dovrebbe passare ai Tg delle varie reti, adattandola al proprio target e fornendo degli approfondimenti”.

Quest’anno ci saranno diverse nomine nel servizio pubblico. Crede che la linea filogovernativa fin qui vista sarà mitigata o teme che si acuirà?
“Non è che lo temo ma lo penso, lo prevedo e lo denuncio. Siamo di fronte al tentativo di occupazione, manu militari, del servizio pubblico da parte del Centrodestra che lamenta – per certi versi a ragione – di essere stato marginalizzato in passato. Ma ora vuole prendersi una rivincita e temo che la Sinsitra in futuro potrebbe trovarsi senza neppure quel piccolo spazio che a suo tempo garantiva al Centrodestra”.

Da Rai1 a Italia1, i talk show sembrano indistinguibili gli uni dagli altri. Sta tornando il partito Rai-Mediaset?
“Stiamo passando dal duopolio Rai-Mediaset al monopolio di fatto tra pubblico e privato. Una mutazione favorita dall’infausta riforma del governo Renzi che, contro la giurisprudenza della Corte Costituzionale, ha espropriato il Parlamento del controllo della Rai per trasferirlo al Governo. Con la Rai in mano alla Meloni e Mediaset a Berlusconi, è inevitabile che per non perdere il posto i lavoratori si schierino su posizioni filogovernative”.

Pubblicato il - Aggiornato il alle 00:01
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