Delle Piane: L’Imu sulle imprese è una follia

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di Monica Setta

”Dobbiamo augurarci che questo governo duri a lungo, non sia transitorio o elettorale, ma riesca a rimettere in moto la macchina. Anche se ci chiediamo come fare, visto che negli ultimi due anni sono successe cose che con il buon senso hanno davvero poco a che vedere”. Filippo Delle Piane è il presidente dei giovani imprenditori dell’Ance (l’associazione nazionale dei costruttori edili); ė lui che ha appena allestito la kermesse intitolata “Evolution” per ripensare l’impresa e proiettarsi nel futuro. Cita Alessandro Manzoni mentre parla (“Il buon senso c’era, ma se ne stava nascosto per paura del senso comune”) e ha una ricetta molto efficace per far ripartire l’economia che coinvolge la fiscalità e lo sviluppo. Insomma, Delle Piane non ama mezzi termini e lo dimostra dicendo chiaramente a La Notizia ciò che pensa della classe politica italiana usando i termini “ tragedia” e “ farsa”.

Lei sostiene che il governo Monti è stato un “commissariamento” della politica che ha fatto cassa senza stimolare sviluppo e crescita. Ma i tecnici hanno sempre ripetuto d’aver fatto ciò che veniva chiesto loro dall’Europa per mettere in sicurezza i conti pubblici. Secondo lei Europa e sviluppo sono ancora compatibili?
“Certamente sì. Basta guardare cosa succede non troppo lontano da casa nostra. Il Cresme dice che negli anni 2000, quando il reddito pro capite degli italiani si ė ridotto del 4,4 per cento, quello dei tedeschi ė cresciuto del 14,4 contro il 21 degli svedesi e il 6,4 dei francesi. Le imprese manifatturiere tedesche che negli anni passati producevano all’estero, hanno invertito la rotta e tornano a concentrare tutto in Germania. L’Italia sconta un ritardo lunghissimo, si è fermata praticamente vent’anni fa, forse non si è mai ripresa dalla caduta della lira del 1992. Oltre allo scenario contingente abbiamo vizi atavici che ci perseguitano da sempre: una burocrazia soffocante, una giustizia che non funziona, criminalità e corruzione che tengono a freno la competitività delle aziende. Il rigore ė necessario ma lo sviluppo è essenziale. E uno sviluppo duraturo non può che nascere dalla pianificazione”.

Voi imprenditori vi aspettate molto da questo governo dopo essere stati delusi da Monti. Il troppo (rigore) stroppia (le imprese)…
“Giusto. L’eccesso di rigore, come dice l’economista premio Nobel Paul Krugman, è paragonabile alla medicina medievale: si salassavano i pazienti per curare i loro malanni e quando il sanguinamento li faceva stare ancora peggio, si proseguiva con il salasso! Torniamo allora al buon senso. E speriamo che il governo appena insediato sia testimonianza di un nuovo corso basato su un nuovo “patto costruttivo” fra soggetti politici ed economici. D’altronde è chiaro a tutti che mai come ora il Paese ha bisogno urgente di riforme strutturali. Riforme economiche e istituzionali”.

Come Ance avete lanciato l’ipotesi di una Imu progressiva. Quali sarebbero i benefici?
“Innanzitutto bisogna cancellare come abbiamo detto quel mostro fiscale che ė l’Imposta municipale unica sul magazzini delle imprese, un balzello ingiustificato che va a colpire beni che non sfruttano nessuno dei sevizi erogati. L’Imu mirata e progressiva, invece, può aiutare, come è già successo con le detrazioni sulle ristrutturazioni e sull’efficienza energetica, processi di modernizzazione del nostro patrimonio edilizio con esenzioni per i condomini che scelgono di investire in risparmio energetico e aliquote crescenti per chi, al contrario, resta indifferente al fenomeno. Si avrebbe così il doppio beneficio di creare il valore aggiunto che deriva da un patrimonio edilizio efficiente e un grande polmone di lavoro del quale beneficerebbero le imprese. In Germania si calcola che per ogni euro investito in green economy ci sia un ritorno di 2,50”.