Denise Pipitone, la commissione parlamentare d’inchiesta si blocca: il caso è chiuso

Denise Pipitone
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Denise Pipitone: la storia della bambina scomparsa nel 2004 continua a riempire le pagine di cronaca e d’inchiesta. Dalla politica non sembra arrivare nessuno spiraglio di aiuto e così la madre di Denise si sfoga sui social.

Denise Pipitone, la commissione parlamentare d’inchiesta si blocca

La Commissione parlamentare d’inchiesta sulla vicenda di Denise Pipitone si è bloccata. Secondo fonti parlamentari e l’inchiesta poratat avanti anche da AffariItaliani.it, durante la riunione dei capigruppo d’Aula non c’è stato alcun voto in merito all’istituzione di una Commissione. Il voto della proposta di legge non è arrivato in Aula perché la richiesta non è stata presentata dalla capogruppo del Pd Debora Serracchiani.

Una sconfitta da parte della politica che si è mostrata poco interessata ma soprattutto poco sensibile alla vicenda. La proposta, a prima firma Alessia Morani (Pd), doveva essere presentata agli altri capigruppo dalla Serracchiani, come confermato da fonti all’interno della Commissione Affari Costituzionali, che parlano di “cortocircuito” interno al Pd.

Il caso è chiuso ma non per la madre

Piera Maggio non si arrende e continua a cercare la figlia scomparsa: “Fino a che non avrò una dimostrazione diversa, continuo a lottare per lei”. A quanto pare la vicenda della bambina di Mazara del Vallo, scomparsa il 1° settembre 2004, resterà poco meno di un’idea per la Commissione parlamentare d’inchiesta. Dunque, il caso sembrerebbe chiuso ma la madre di Denise continua a lottare e sfoga sui social tutto il suo dolore.

Dall’archivio: Denise Pipitone, l’ex pm Angioni: “Potrebbe essere stata rapita da due gruppi di persone e in strada potevano esserci delle sentinelle”.