Dessì tra arte e sacralità. Parte l’esposizione Nome e Cognome. Una testimonianza della finitezza umana

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Un autoritratto sospeso a mezz’aria: uan testimonianza della fragilità dell’essere umano. L’opera di Gianni Dessì, “Nome e Cognome” autoritratto 2015, sarà visibile da lunedì 10 aprile alle 17 nella Basilica di Santa Maria in Montesanto in Piazza del Popolo a Roma. Quinto appuntamento del ciclo arte e liturgia, ideato da don Walter Insero, che è anche Rettore della chiesa che da oltre settant’anni è la Chiesa degli Artisti.

La creazione – A presentare l’opera del maestro Dessì ci sarà la storica dell’arte Lea Mattarella. L’autoritratto sospeso mostra il vuoto del busto occupato soltanto da una sfera grossolana simile ad un batocchio di campana che rimanda al suono. A completare l’opera c’è in terra un ampio cerchio dipinto di giallo. È l’artista stesso a definire meglio il significato dell’opera a don Walter Insero: “L’idea di fragilità (ceramica raku) sospensione, sembiante, suono, elevazione … mi sembra parlino con concretezza dell’uomo, della sua fragilità, della sua capacità di emettere suoni, di fare per dire ed aspirare a elevarsi dalla sua condizione e dell’artista, di colui che sogna e segna, suona e sonda, praticando lo spazio”. L’opera sarà esposta a partire da lunedì fino a domenica 4 giugno, solennità della Pentecoste.

Partner dell’iniziativa – Tra i sostenitori del progetto c’è Carla Fendi da sempre sostenitrice delle iniziative portate avanti da don Walter nella Chiesa degli Artisti che mettono al centro sempre il colloquio tra sacralità ed arte. Anche questa inziativa è patrocinata dalla Fondazione Carla Fendi. I precedenti appuntamenti del ciclo hanno già visto in esposizione le immagini di Fiorenzo Niccoli con la supervisione artistica di Piero Tosi e le installazioni di artisti come gregorio Botta, Giosetta Fioroni, Shay Frish, Nunzio. Iniziative che hanno sempre fatto il pieno di spettatori.

L’Artista– La carriera artistica di Dessì parte da lontano. Correva l’anno 1979 quando l’artista tenne la sua prima mostra personale alla Galleria Ugo Ferranti, dopo essersi diplomato tre anni prima all’Accademia di Belle Arti con Toti Scialoja. Pochi anni dopo la sua carriera decolla. Viene invitato due volte anche alla Biennale di Venezia. Dessì ha anche lavorato per il teatro. Col passare degli anni le sue opere hanno fatto il giro del mondo, con numerose mostre personali passando da gallerie private a mostre ospitate in istituzioni pubbliche.

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