Detenuti abruzzesi usati come cavie. Stop del Garante ai test sovranisti. Palma boccia l’iniziativa avviata nelle carceri. No a ricerche in contrasto con le norme antitortura

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Il garante nazionale dei detenuti Mauro Palma (nella foto) bacchetta il garante d’Abruzzo Gianmarco Cifaldi sui test ai detenuti e sulle dichiarazioni di Cifaldi riportate in una nota dell’Agenzia di stampa della Regione Abruzzo (Acra). Tutte affermazioni rilasciate per la sottoscrizione del protocollo d’intesa e, conferma il garante, in contrasto con il protocollo effettivamente sottoscritto tra i vertici del carcere teatino e l’università di Chieti in cui Cifaldi è docente. Palma spiega l’accaduto, stupito dall’intervento del garante abruzzese alla stessa stregua di Maurizio Acerbo, segretario di Rifondazione comunista, che si è mobilitato contro l’iniziativa annunciata e ora chiede le dimissioni di Cifaldi. “Il Garante nazionale informa che Cifaldi è stato costretto a fare marcia indietro e infatti si rimangia il comunicato che ho contestato”, sostiene l’autore della legge istitutiva del garante in Abruzzo.

Niente cavie dunque, la nota (Acra) sarà rimossa perché non corrisponde all’intesa sulla “Osservazione scientifica della personalità dei detenuti sex offender e di iniziative trattamentali, culturali e sportive riguardanti gli stessi”. “Tale nota riporta dei virgolettati attribuiti al Garante Cifaldi con un contenuto molto diverso da quello del testo del Protocollo sottoscritto – dichiara il garante nazionale – e seguendo il ragionamento del comunicato, la ricerca in cantiere avrebbe caratteristiche inaccettabili come la conduzione di test che comprendono registrazioni posturo-stabilometriche e termografiche di reazioni a stimoli somministrati attraverso immagini emotivamente significative ed emotivamente neutre in contrasto con standard e indicazioni anche del Comitato europeo contro la tortura (Cpt) oltre che dei principi su cui si basa l’azione del garante nazionale”.

Palma aggiunge che non consentirebbe mai una ricerca che contrasti gli standard internazionali e il rispetto dei diritti delle persone private della libertà. “Anche considerando i limiti che la situazione soggettiva di tali persone determina relativamente alla genuinità del loro libero consenso”, puntualizza il garante. Quest’ultimo ritiene poi “inopportuno che un’Autorità di garanzia si renda promotrice e attrice di iniziative che rientrano nella sfera del proprio controllo indipendente”, facendo così anche riferimento alla docenza del garante Cifaldi.

LE GARANZIE. “Il compito che la legge regionale affida all’Ufficio del Garante – chiarisce l’ex parlamentare Acerbo – è quello di assumere ogni iniziativa volta ad assicurare che alle persone detenute siano erogate le prestazioni inerenti al diritto alla salute, al miglioramento della qualità della vita, all’istruzione e alla formazione professionale e ogni altra prestazione finalizzata al recupero, alla reintegrazione sociale e all’inserimento nel mondo del lavoro. Il Garante deve segnalare eventuali fattori di rischio o di danno per le persone, accertare omissioni o inosservanze, proporre gli interventi amministrativi e legislativi da intraprendere per contribuire ad assicurare il pieno rispetto dei diritti delle persone – conclude il segretario di Rifondazione – proporre iniziative concrete di informazione e promozione culturale sui temi dei diritti e delle garanzie delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale. E ancora una volta la Regione Abruzzo fa una figuraccia per l’incompetenza del ceto politico e anche, purtroppo, per la pochezza culturale della sua università”. L’ennesimo schiaffo per la giunta sovranista.