Di Battista lancia la mozione per gli Stati generali. Il leader dell’ala dura e pura conferma il limite dei due mandati e il No ad alleanze per le Politiche 2023

di Antonio Acerbis
Politica

“Nel 2023 il Movimento 5 Stelle si presenterà da solo alle elezioni politiche. Massimo due mandati per i parlamentari, con un terzo solo nel proprio Comune di appartenenza. Rafforzare Rousseau, cuore del Movimento”. Alessandro Di Battista anticipa su Facebook la sua mozione in vista degli Stati Generali, valida in ogni caso a prescindere che il capo politico sia monocratico o collegiale. E batte sui tre punti al momento più divisivi all’interno del Movimento. A cominciare dalle alleanze sulle quali ribadisce il suo fermo No. Per continuare con il rapporto M5S-Rousseau e la deroga al secondo mandato. è di fatto una proposta di ritorno alle origini. Dove le nomine al governo siano “trasparenti” e proponendo, al tempo stesso, una “internazionalizzazione” del M5S.

Nei prossimi giorni, presenterà una ad una le sue proposte. Riunite sotto l’ambizioso titolo “Agenda 2020-30. Affrontare il mondo post-Covi”. C’è non solo lo stop al Mes e all’austerity, ma anche la cancellazione definitiva del patto di stabilità. E, sul fronte del sistema elettorale, il ritorno alle preferenze e l’obbligo per i candidati di candidarsi nel propria circoscrizione. Punto, quest’ultimo, che accomuna Di Battista e Luigi Di Maio. Come pure altri temi: dalla chiusura domenicale dei negozi all’aggiornamento dello spazza-corrotti, al salario minimo. Ma quando si parla di Movimento la mozione Di Battista rischia, con buona probabilità, di trovarsi in minoranza al congresso.