Di Battista picchia duro sul M5S. Via al Sum#05 per Casaleggio. L’ex deputato: due mandati per tutti i parlamentari. E chiede fedeltà ai principi e al progetto delle origini

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Né la questione dei due mandati né rapporti con Rousseau sono stati affrontati al suo debutto nelle vesti di leader, investito direttamente dal garante Beppe Grillo dell’onere e dell’onere di dare nuovo impulso al M5S, dall’ex premier Giuseppe Conte: argomento tabù – e divisivo – sia nell’assemblea dei quadri di una decina di giorni fa a cui hanno partecipato non solo gli eletti di Camera e Senato ma anche i rappresentati locali ed europei, sia nel suo incontro coi parlamentari la scorsa settimana.

Ebbene ad esprimersi sui temi cosiddetti ‘fondanti’ e in particolar modo sulla regola ‘aurea’ del doppio mandato, blindata dallo stesso fondatore e padre nobile, ci hanno pensato ieri Davide Casaleggio, organizzatore dell’evento online Sum#05 e soprattutto Alessandro Di Battista, che ieri hanno aperto la cinque giorni in memoria del co-fondatore del M5S, Gianroberto Casaleggio.

Ogni giorno, per 5 giorni, i canali dell’Associazione trasmetteranno un video su cinque temi per ricordare le idee di Gianroberto (qui la pagina dedicata) raccogliendo testimonianze, ricordi e aneddoti di chi ha trovato ispirazione in lui, venerdì sarà Grillo a ‘infiammare’ la platea ma ieri ci ha pensato ‘Dibba’ – che ha ancora un grande seguito fra gli attivisti e nella ‘base’ – ricordando non solo l’uomo e le sue idee visionarie ma anche i capisaldi e i principi di quel movimento ‘di rottura’ che Casaleggio senior ha contribuito a formare.

“Che il figlio di uno degli uomini che ho più stimato nella mia vita mi abbia invitato ad aprire questo evento per me è motivo di grande orgoglio e mi ripaga anche di alcune delusioni – esordisce così – Io continuo a prendere posizioni, anche spesso scomode, che hanno pregiudicato in parte la mia carriera politica”; paragona Casaleggio senior a una ‘fantastica prigione’: “Il suo esempio, il modo in cui ha condotto le battaglie, e le battaglie che ha scelto di condurre, ti pongono sempre di fronte a un bivio: scegli la convenienza o ti ricordi di quello che ha fatto lui”.

E poi il riferimento si fa più chiaro: “Io ci sono stato e lo so come funziona il Palazzo: se stai troppo tempo lì dentro poi inizi a pensare che la carriera politica sia più importante della possibilità di servire i cittadini che ti hanno permesso di stare lì dentro”, e, ancora più esplicitamente: “Quando hai troppo potere il rischio di abusarne, è insito nell’essere umano, il concetto della democrazia diretta e della lotta alla politica professionista è fondamentale. Io sogno un Paese in cui vi sia per legge, per tutti quanti, l’impossibilità di essere eletti per più di due volte nelle istituzioni”.

Molto diverso il punto di vista di altri esponenti pentastellati della vecchia guardia che invocano una deroga. “Visto che si sta facendo una ‘cosa nuova’, bisogna mettere sul tavolo anche la possibilità di modificare questa regola”, dice in un’intervista all’Adnkronos Federica Dieni, deputata alla seconda legislatura e membro del Copasir. “Se si riscrive lo statuto, si devono riscrivere le regole. E se si cambiano alcune regole non capisco perché non si possa valutare tutto a 360 gradi: non volevamo una sede fisica e stiamo aprendo una sede fisica; non volevamo dare soldi ai partiti e stiamo dando soldi al partito. Va benissimo, ma a questo punto valutiamo anche se ha senso mantenere anche la regola del doppio mandato”, rimarca la parlamentare.

Davide Casaleggio dribbla – almeno per un giorno – le polemiche e preferisce concentrare il suo intervento sui temi cari alla memoria del padre: la cittadinanza digitale (“Ci sono 3 diritti fondamentali per la cittadinanza: l’accesso alla rete, l’identità digitale e la formazione”), transizione e innovazione, democrazia partecipata (“Il voto è dibattito, non può essere visto solo come una ratifica di decisioni già prese”). D’altro canto anche il M5S, in un post sulla sua pagina Facebook ufficiale ricorda la figura di Casaleggio a 5 anni dalla morte senza entrare in polemiche di sorta: “Gianroberto continua a essere al nostro fianco: il suo pensiero, i suoi insegnamenti e la sua visione restano più vivi che mai e continuano ad ispirare la nostra azione quotidiana.

È stato lui ad anticipare e tracciare il percorso, la cui urgenza oggi è chiara a tutti, che ci impone sopra ogni altra cosa di attuare un progetto politico fondato sulla lotta alle diseguaglianze sociali ed ai conflitti ambientali. Il modo migliore per onorare la sua memoria è continuare a lavorare per cambiare in meglio non con le parole, ma con le azioni, gli esempi concreti, senza mai arrendersi allo status quo e a modelli preordinati. Se oggi con il M5S esiste la possibilità concreta di continuare a cambiare la società in cui viviamo, lasciando un segno indelebile, lo dobbiamo ancora e soprattutto a te, Gianroberto. Grazie”. Domani è un altro giorno.

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