Di Covid si continua a morire. Schiaffo del Colle ai negazionisti. Mattarella riporta Salvini con i piedi sulla terra. “Non può esistere la libertà di contagiare gli altri”

di Davide Manlio Ruffolo
Politica

Strano Paese il nostro dove con la pandemia ancora in corso c’è chi ha già voltato pagina e si comporta come se il covid-19 fosse un lontano ricordo. “C’è la tendenza a dimenticare e a rimuovere esperienze sgradevoli” ha spiegato ieri il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, durante la cerimonia del ventaglio in cui avviene la consegna dei premi giornalistici da parte dell’Associazione stampa parlamentare, ma “forse non era immaginabile che la rimozione affiorasse cosi presto mente in Italia continuano a morire persone per il virus”. Per questo è necessario “non abbassare le difese” come chiedono i negazionisti che, pochi giorni fa, hanno addirittura tenuto un convegno in Senato alla presenza, tra i tanti, di Matteo Salvini e Vittorio Sgarbi.

Con parole sapientemente dosate, il Capo dello Stato è sembrato rivolgersi proprio a loro quando ha ricordato che “esattamente 4 mesi fa sono morti in un solo giorno oltre 800 concittadini” e che “non possiamo e dobbiamo rimuovere” l’emergenza sanitaria “per rispetto dei morti e dei sacrifici affrontati dai nostri concittadini, con comportamenti che oggi ci permettono di guardare con maggiore fiducia”. Atteggiamenti positivi per i quali siamo stati elogiati dall’Oms e dalla maggioranza degli Stati e che sono risultati vincenti se confrontati con quelli tenuti altrove dove “il rifiuto o l’impossibilità di quei comportamenti ha provocato o sta provocando drammatiche conseguenze”.

Insomma una lunga serie di dichiarazioni che sembrano puntare il dito soprattutto contro chi, come il Capitano, in questi giorni si vanta di stringere mani a destra e manca. Del resto è proprio Salvini che nel contestato convegno negazionista, per guadagnare qualche like sui social, si era spinto addirittura a dire che non aveva la mascherina e che comunque non l’avrebbe messa. Certo il Capo dello Stato, a differenza di altri, conosce bene cosa sia il senso delle istituzioni e per questo ha detto che “su alcuni punti non posso esprimermi per doveroso rispetto delle prerogative”.

Ciò non toglie che per Mattarella sia fondamentale “sottolineare come il pericolo del virus sia attuale” visto che “nel nostro Paese continuano a morire pazienti e anche una sola vittima è motivo di dolore” sottolineando come “conservo da marzo i prospetti quotidiani sui contagi, i ricoveri e le vittime. Li ho riletti tutti. Non possiamo e non dobbiamo dimenticare ciò che è avvenuto, con concittadini in terapia intensiva e medici che profondevano sforzi immani”. Crisi sanitaria a cui si è aggiunta anche quella economica per la quale il nostro Paese ha combattuto – e vinto – una vera e propria guerra di civiltà in Europa perché “nessuno avrebbe potuto affrontare e vincere da solo questa sfida”.

Così mentre i cosiddetti Paesi frugali ci mettevano i bastoni tra le ruote, paradossalmente aiutati dai sovranisti nostrani che sono riusciti perfino a dire no ai recovery fund, l’Italia è riuscita a far scattare a Bruxelles “un inimmaginabile cambio di paradigma politico e istituzionale” basato sulla “condivisione e solidarietà tra Stati membri”. Ora, conclude il Presidente, “la qualità e le formule profondamente innovative messe in campo hanno una portata straordinaria e manifestano un’ambizione di significato storico” e “noi italiani siamo chiamati a fare la nostra parte e a utilizzare le risorse nell’ambito di un programma tempestivo, concreto e efficace” al fine di riuscire ad utilizzare al meglio i fondi negoziati.