Di Maio in peggio. Il leader M5S difende la sua partecipazione a Cernobbio. La base grillina attacca, Monti lo difende: “è un raffinato borghese”

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“Anche Salvini ha usato toni moderati rispetto agli standard”, e Di Maio è stato “un raffinato borghese, con una compiuta articolazione intellettuale, mosso dal desiderio di essere e apparire moderato”. La descrizione è di Mario Monti in un colloquio con La Stampa al termine del forum di Cernobbio commentando che “c’è molta acqua nel vino degli euroscettici”. Monti sottolinea che “il mondo e l’Europa migliorano dal punto Di vista economico, mentre la situazione globale, strategica e geopolitica, si complica”. Vede un ritrovato vigore del progetto continentale e lo fa risalire agli choc nel mondo anglosassone: la Brexit e l’elezione di Trump, “due eventi a cui abbiamo assistito sgomenti”. Noi “abbiamo dimostrato di essere dei ‘purosangue’, di saper resistere alle difficoltà”. I guai maggiori adesso Ii hanno gli altri. “Strutturali e non facilmente risolvibili”, quelli britannici. Politici e sociali, quelli americani, “con l’economia e finanza che divergono dalla politica e il razzismo che si è riattizzato”.

A parlare oggi, però, anche lo stesso Luigi Di Maio secondo cui nella platea di Cernobbio “c’è anche l’Italia che produce e mi ha fatto piacere trovare un atteggiamento di curiosità e di interesse verso le idee e il programma del Movimento 5 Stelle”. Questa la ragione per cui Di Maio sarebbe andato a Cernobbio. Il vicepresidente della Camera l’ha detto in maniera esplicita nell’intervista rilasciata oggi al Corriere della Sera dopo la sua partecipazione al forum Di Cernobbio. “Vogliamo che l’Italia diventi una smart nation, cioè un Paese più efficiente, più veloce, che si basa sull’innovazione e sullo sviluppo tecnologico, e tutto questo non possiamo immaginare di farlo senza il contributo di chi, nel nostro Paese, ha idee innovative e produce – sottolinea -. Collaboreremo con i portatori di interesse, ma con regole chiare e trasparenza”. Per questo servono “leggi ad hoc. Sui poteri forti crediamo che la politica non debba mettersi al servizio di nessuno, ma con i portatori di interesse si deve dialogare, purché all’interno Diun rapporto regolamentato, cosa che fino a oggi in Italia non c’è stata”. Malumori nel M5s per la sua partecipazione a Cernobbio? “Credo che in un Movimento sia fisiologico pensarla in maniera differente e poi confrontarsi – osserva -. Due anni fa al Forum andò Barbara Lezzi e anche allora qualcuno disse che forse era meglio non andare. Trovo che non ci sia nulla di strano”.

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di Gaetano Pedullà

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