Dialogare con popolari e liberali. Così si rinsalda la coalizione. Parla la sottosegretaria ai Beni culturali, Orrico (M5S): “Un patto tra Renzi e Salvini? L’ipotesi non ci sfiora”

ANNA LAURA ORRICO
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“Proseguire sulla strada del dialogo e del fare le cose”, volgendo lo sguardo a chi proviene dalle “grandi famiglie politiche: liberali, popolarismo, socialdemocrazia”. Questa è la strada maestra che adesso deve seguire il governo dopo il voto di fiducia di due giorni fa strappato da Giuseppe Conte al Senato, secondo un membro del suo stesso governo: il sottosegretario ai Beni culturali, Anna Laura Orrico. “Abbiamo superato la crisi grazie al coraggio di una visione”, sottolinea ancora la pentastellata.

Non le sembra, però, una maggioranza troppo esigua per governare?
C’è chi ha provato a dare una spallata al premier e ha fallito. Il dato, invece, è che il governo ha ottenuto la fiducia e dunque può andare avanti e governare; e in questo momento c’è assoluto bisogno di un governo. E abbiamo superato la crisi grazie al coraggio di una visione.

Se non ci fosse stata l’astensione dei senatori di Italia Viva, però…
Non siamo stati aiutati da astensioni, che servivano a non far implodere Italia Viva, non certo a darci una mano, visto che quei senatori sono stati eletti nel Pd, che appoggia Conte senza remore.
L’obiettivo resta rinforzare questa maggioranza, indubbiamente. Su tanti provvedimenti, d’altronde, abbiamo avuto anche l’appoggio di altri parlamentari in passato. Per questo sono fiduciosa. Questo governo persegue politiche non partigiane, per il bene del Paese.

E ora quali saranno le prossime mosse di Conte?
Credo che proseguirà sulla strada del dialogo e del fare le cose, la migliore prospettiva per rafforzare il consenso parlamentare. Nessuno mai ha avuto la pretesa di pensare che eravamo un governo perfetto. Eppure, con tutte le difficoltà e le diversità, abbiamo esibito coesione e unità, e abbiamo portato a casa il superbonus, l’assegno unico per i figli, la decontribuzione per giovani, donne e Sud, la fiscalità di vantaggio. Questi sono fatti che sostanziano la pretestuosità di certi addebiti, a iniziare dalle accuse di non ascoltare. Siamo in costante ascolto del territorio e dei cittadini.

Al di là delle sigle come “responsabili” e “costruttori”, in concreto con chi crede bisogna parlare? Forza Italia? Udc? Renziani?
Parliamo con tutte le donne e gli uomini di buona volontà che antepongono il bene dell’Italia al proprio guicciardiano particulare. Più che ai gruppi parlamentari, penso alle grandi famiglie politiche: liberali, popolarismo, socialdemocrazia. Chi viene da quelle esperienze, non avrà difficoltà a trovare in questo governo ispirazione. Essere post ideologici non significa aver rinunciato alle idee, anzi.

Alcuni esponenti del Partito democratico hanno aperto nel frattempo ai moderati di centrodestra. Dunque anche Forza Italia. Dobbiamo immaginare una larga coalizione che tenga dentro sia berlusconiani che pentastellati?
Ripeto, guardiamo alle persone e alle idee. Questa crisi ha rivelato una vecchia politica fatta di tatticismi e autoreferenzialità, mentre fuori dal palazzo c’è un Paese che ci chiede coesione e pragmatismo. Abbiamo un nuovo decreto Ristori da licenziare. Queste sono le cose su cui concentrarci. Chi potrà avversare il governo per questo?

Non teme che nel frattempo Italia viva possa svolgere il ruolo del partito “ricattatore” a ogni provvedimento come peraltro capitato già ieri?
Delle due l’una. O Italia Viva è interessata alle cose e non pone veti sui nomi, come dice, e allora vota quanto di buono si fa in commissione, nel merito del provvedimento e indipendentemente dalla provenienza partitica. Oppure non è interessata alle cose – ma alle poltrone? -, pone dei veti sui nomi, e blocca tutto, facendo del male innanzitutto all’Italia, per colpire Conte. È accettabile tutto questo?

Mi dica lei.
Io non ho ragioni per dubitare della loro correttezza e non posso immaginare che la politica si riduca a un ricatto. Abbiamo sempre lavorato bene con loro.

Ultima domanda, sottosegretario: secondo lei è davvero possibile che due giorni fa è nato, come detto da qualcuno, l’asse tra i due Matteo, Renzi e Salvini in ottica anti-Conte?
Proprio perché credo nella buona fede delle persone, è un’ipotesi che non mi sfiora.