A dicembre la terza dose agli over 60. Ma il ritmo da mantenere è di 100mila somministrazioni al giorno. Speranza: “È il momento di correre”

Figliuolo Speranza terza dose
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Sono al momento di media 100mila al giorno (qui il report) le somministrazioni della terza dose del vaccino anti-Covid. Un numero che dovrebbe consentire di raggiunge il traguardo dei 7 milioni di immunizzati con la dose booster entro il 2021. La prossima categoria che potrebbe usufruirne, a partire da dicembre, è quella degli under 60.

Sulla terza dose, ha confermato al Corriere il ministro della Salute, Roberto Speranza, è il momento di correre: “Stiamo spingendo, c’è una crescita forte. Questa settimana decideremo con gli scienziati di allargare a ulteriori fasce d’età. Penso che a sei mesi dalla seconda dose sia opportuno favorire la terza per la platea più larga possibile”.

La priorità è accelerare con la terza dose e avviare la vaccinazione dei bambini. Per la fascia 5-11 anni, spiega, “il mio auspicio è dicembre, non appena l’Ema avrà approvato il vaccino e l’Aifa avrà dato il via libera per l’Italia”. “Gli scienziati – ha spiegato ancora l’esponente dell’Esecutivo – stanno dicendo che la dose di un terzo di Pfizer è efficace e sicura. Lavoreremo con i pediatri per parlare alle famiglie. Se tra i 12 e i 19 anni siamo arrivati al 70%, per i più piccoli possiamo arrivare al 50%”.

Siamo in grado di scendere anche sotto i 30 anni? “Per me ci arriveremo, ma già somministrare la terza dose sopra i 40 o 50 anni sarebbe un passo importante. Ci atterremo comunque al parere degli scienziati”.

Infine, i no vax che continuano a protestare nelle piazze. “Li invito a osservare la evidente proporzionalità inversa – ha detto ancora Speranza – tra numero di vaccini e numero di contagiati. C’è un lavoro massiccio di persuasione da fare su quel 12 o 13% di persone che sono no vax, hanno paura o sono difficili da contattare. Dobbiamo convincerli uno per uno. Ogni vaccino in più rende il nostro scudo più forte”, chiosa Speranza.

“Al chiuso – ha aggiunto il ministro – resta l’obbligo di mascherine, non ho intenzione di toccarlo. E non si tocca l’uso robusto del Green Oass. I numeri sono dalla nostra parte, il modello adottato sta funzionando. Regole e strategia dunque non cambiano, ma ovviamente valuteremo”.

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