Il dilemma delle espulsioni. Senza le dissidenti grilline Nugnes, Fattori e La Mura M5S e Lega hanno 162 senatori. Solo uno in più della maggioranza

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L’annunciata espulsione per le tre senatrici del Movimento 5 Stelle che hanno votato per mandare a processo il ministro dell’Interno, Matteo Salvini, per il caso della nave Diciotti non è così scontata. Prima del voto su Salvini al Senato, il capogruppo pentastellato a Palazzo Madama, Stefano Patuanelli, presagendo che qualcuno dei suoi avrebbe potuto votare in difformità da quanto deciso dal M5S (dire no al processo per il leader della Lega), aveva detto che chiunque non si fosse allineato sarebbe stata espulso.

Nonostante questo avvertimento, tre senatrici pentastellate, Elena Fattori, Paola Nugnes e Virginia La Mura, hanno fatto di testa loro contravvenendo a quanto deciso dagli iscritti al Movimento 5 Stelle sulla piattaforma Rousseau. Quindi, teoricamente le tre dissidenti dovrebbero essere espulse dal gruppo pentastellato al Senato, ma c’è un problema che rischia di mettere in crisi il Governo.

Infatti l’Esecutivo Conte, a Palazzo Madama si regge grazie ai 107 voti del Movimento 5 Stelle e ai 58 della Lega, in totale 165 voti. Cioè 5 in più della maggioranza assoluta visto che i senatori sono 318. Se però i vertici del Movimento 5 Stelle decidessero di proseguire realmente con l’esplusione delle tre senatrici dissidenti, la maggioranza che sostiene il Governo sarebbe a rischio ogni giorno visto che i voti che lo sostengono scenderebbero a 162. Così basterebbe che tre senatori di maggioranza si ammalassero contemporaneamente per dire addio all’Esecutivo.

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di Gaetano Pedullà

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