Dipendenza virtuale. Ecco le nuove patologie dei giovani iperconnessi. Troppo tempo sui social può causare nervosismo cronico

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Like addiction, challenge, nomofobia e vamping. Si chiamano così le nuove patologie da iperconnessione. Secondo l’indagine dell’Osservatorio nazionale adolescenza, con il trascorrere degli anni e l’evolversi della tecnologia si abbassa vertiginosamente l’età di utilizzo del cellulare. Tra i ragazzi della fascia tra gli 11 e i 13 anni l’età media è scesa di un anno per quanto riguarda l’uso del primo cellulare, che si aggira intorno ai 9 anni. Da questo uso così intenso di internet, sono nate nuove malattie, come appunto il Vamping. Si tratta di trascorrere numerose ore notturne sui social media. Una vera e propria abitudine, tanto che 6 adolescenti su 10 dichiarano di rimanere spesso svegli fino all’alba a chattare, parlare e giocare con gli amici o con i vari fidanzati.

Un’altra tendenza è il cosiddetto Fomo (Fear of Missing Out) che, come suggerisce l’acronimo inglese, è la paura di restare tagliati fuori, una paura che si traduce con angoscia. Ecco perché si utilizza il telefono fino a notte fonda, per leggere notifiche e messaggi per non perdersi nulla. Questi comportamenti vanno ad influenzare negativamente la qualità del sonno, con conseguenze nocive per l’organismo, soprattutto per il cervello, e vanno ad interferire sulle attività quotidiane dei ragazzi. La Nomofobia, da No-mobile-phone, è la nuova fobia legata all’eccessiva paura di rimanere senza telefono o senza connessione ad internet, quasi 8 adolescenti su 10 hanno paura che si scarichi il cellulare o che non prenda. E questo genera ansia, rabbia, fastidio. Così come il restare eternamente connessi porta invece una specie di psicosi che si traduce poi in un nervosismo cronico.