Dirigenti cervelloni a Palazzo Chigi: gli obiettivi raggiunti tutti al 100%. E fioccano abbondanti premi di risultato

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Che bravi dirigenti abbiamo a Palazzo Chigi. Senza retorica. Sono i dati a dirlo. Basti consultare le schede sulle performance, relative al 2016, dei dipendenti apicali della presidenza del Consiglio per rendersene conto. Per tutti obiettivi raggiunti al 100%. E così immediata arriva la ricca ricompensa: un bel premio di risultato che si aggiunge al già grasso piatto stipendiale. Per capire di cosa stiamo parlando facciamo qualche esempio. Prendiamo il capo del dipartimento Informazione ed Editoria, Roberto Marino. Per il 2016 aveva due obiettivi. Uno dei due, per dire, era la “realizzazione di una banca dati per la gestione dei contributi diretti alle imprese editrici”. A riguardo i risultati attesi prevedevano proprio il “rilascio” della banca dati. Sarà stata consegnata? Non è chiaro, dato che nella sezione “risultati conseguiti” si legge: “Rispetto delle scadenze per la realizzazione del progetto”. Ergo: il progetto pare sia ancora in fase di realizzazione. L’unico dato certo è che per Palazzo Chigi l’obiettivo è stato raggiunto al 100%. Tradotto in soldoni: Marino porterà a casa un premio di 34.600 euro che si aggiungono a uno stipendio già di per sé superiore ai 170mila euro.

Supercazzole – Esattamente come accadrà per Pia Marconi, a capo del dipartimento Funzione Pubblica. Anche qui gli obiettivi da raggiungere erano piuttosto impegnativi.  Per dire: uno prevedeva la “redazione di un rapporto di analisi sul fabbisogno informativo necessario alla implementazione della riforma del lavoro pubblico”. Al di là di cosa significhi nel dettaglio, la relazione è stata consegnata il 30 dicembre. Per un pelo. Un pelo decisivo, dato che ha significato per la Marconi portare a casa, tra premio e stipendio, 207mila euro. Ma quello della realizzazione di dossier è un obiettivo che tocca diversi dirigenti. Prendiamo Carla Ciuffetti, a capo del dipartimento Riforme Istituzionali. La Ciuffetti, per il 2016, aveva due obiettivi: “Promuovere una migliore conoscenza degli atti dell’Assemblea costituente nell’anno del 70esimo anniversario del suo insediamento” e, appunto, “Realizzazione di un dossier ricognitivo dell’attuale normativa regionale in materia elettorale”. Obiettivi, manco a dirlo, conseguiti al 100%.

Azioni no, report sì – Quel che pare, insomma, è che i dirigenti di Palazzo Chigi vengano premiati molto spesso per la realizzazione di dossier, certamente importanti, ma che non costituiscono ovviamente la soluzione del problema. Prendiamo il caso di Ermenegilda Siniscalchi, a capo del dipartimento per le Politiche della Famiglia. L’area di intervento recita: “Azioni per la modernizzazione del sistema delle pubbliche amministrazioni”. Bene: azioni. Finalmente qualcosa di concreto. Peccato poi che l’obiettivo prefissato sia quello di un altro monitoraggio, questa volta “degli interventi posti in essere dalle Regioni con l’utilizzo delle risorse del Fondo per le politiche della famiglia” relativi peraltro non al 2016, ma al 2014 e 2015. Ci si chiede se serva un premio di risultato per la realizzazione di un dossier.

Tw: @CarmineGazzanni