Una dirigenza è per sempre. Ecco la vera casta degli enti locali. Incarichi per tutti i gusti: dal post-Expo ai delegati a Roma

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di Antonio Acerbis

Si muovono nelle retrovie, nel dietro le quinte delle Regioni. E così, quando i riflettori illuminano stipendi d’oro, scandali e spese pazze di Governatori, assessori e consiglieri, loro restano beati nei loro uffici. Stiamo parlando dell’esercito dei dirigenti generali, un esercito che – contrariamente a quello che spesso si crede – è legato a doppio filo alla politica. Non è un caso che quando cambia il colore della giunta (perché ci sono sia dirigenti di nomina governativa che dirigenti di nomina consiliare), spesso negli uffici regionali c’è un via vai di dirigenti che si alzano dalle loro calde poltrone per far posto alle new entry.

UNA MAREA – Non è un caso, allora, che appena eletto Mario Oliverio in Calabria, capo gabinetto del Presidente è stato nominato il fido Gaetano Pignanelli (con lui anche ai tempi della presidenza alla Provincia di Cosenza), il quale porta a casa (tra le varie voci dell’indennità) oltre 140mila euro, cui bisogna poi aggiungere anche eventuale indennità di risultato che, essendo assegnata direttamente dalla Giunta da cui viene nominato, è difficile pensare non arrivi a destinazione. Con la conseguenza che il capo di gabbinetto guadagna come il suo Presidente che gode di uno stipendio annuo da 150mila euro annui circa). La situazione non cambia spostandoci nella “parsimoniosa” Liguria, dove Giovanni Toti ha prontamente nominato la sua fedelissima Gabriella Laiolo a capo del suo gabinetto, per uno stipendio complessivo che raggiunge quota 158mila euro. E, esattamente come in Calabria, la Laiolo guadagna quasi quanto il suo Governatore, che porta a casa uno stipendio annuo di 165mila euro. Nulla ai quasi 180mila euro che ha portato a casa Giuseppa Monterosso, fida collaboratrice di Rosario Crocetta in Sicilia. Ma, d’altronde, questi sono solo alcuni dei tanti esempi che si potrebbero fare. Secondo gli ultimi dati, i dirigenti regionali sono infatti una valanga. Solo le Regioni a statuto ordinario, complessivamente ne contano 2.172 (dati 2014). Andando nel dettaglio in Campania sono 225, in Lombardia 181, in Emilia Romagna 150, in Piemonte 122. Nella sola piccola regione del Molise troviamo ben 61 dirigenti regionali che nel 2013 (ultimi dati disponibili) sono costati alle casse circa 6 milioni di euro solo di stipendi. Insomma, che qualcosa non vada è più che evidente. Ma andiamo avanti. Perché le cose non cambiano spostandoci nelle altre Regioni d’Italia. Mario Caramel è dal 2010 dirigente presso la segreteria della Giunta regionale in Veneto: la sua retribuzione tocca i 167mila euro. Mica male. Esattamente come non male è la retribuzione dei dirigenti generali dei vari dipartimenti in Basilicata: per tutti è prevista un’indennità di 128mila euro annui.

SICILIA MANICA LARGA – C’è spazio per chiunque, insomma, nelle stanze degli enti locali. E così, ad esempio, in Sicilia solo la segreteria generale della presidenza della Regione conta ben 22 posizioni dirigenziali, cui si aggiungono, ad esempio, altri 15 dell’Ufficio legale, 4 della segreteria della giunta, 32 del “dipartimento della programmazione” e altri 13 del dipartimento “affari extra-regionali”. In totale, dunque, ben 88. E parliamo soltanto di coloro che rispondono direttamente a Crocetta, cui bisogna aggiungere poi tutto il resto della ciurma dei vari dipartimenti (che sono 15) che fanno capo ai vari assessorati. La musica non cambia spostandoci in Lombardia, dove gli incarichi dirigenziali di nomina presidenziale sono 52. Tra chi è incaricato per la delegazione a Roma, chi a quella di Bruxelles, chi addetto al cerimoniale (sono addirittura due i dirigenti) e chi si occupa dei “progetti strategici e di sviluppo del post-Expo”.