Adozioni internazionali: un disastro. I fondi restano nel cassetto e la Commissione non si riunisce mai

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L’Italia non è un Paese per bambini. Specie se adottati e specie se provenienti dall’estero. Colpa di genitori poco amorevoli? Certo che no. La responsabilità è imputabile interamente alla cattiva gestione statale. Basti un dato per capire l’andazzo: negli ultimi anni le adozioni internazionali sono letteralmente crollate. Se, infatti, nel 2010 sono state 40.130, nell’anno appena trascorso sono crollate  a poco più di 20mila. Un dato certamente allarmante, tanto che proprio ieri il senatore Pd Giorgio Pagliari ha annunciato che depositerà un’interrogazione urgente sullo stato letteralmente comatoso in merito alle adozioni internazionali.

COMMISSIONI INESISTENTI Eppure ci sarebbe un ufficio preposto esclusivamente alla delicata questione, con tanto di Commissione, il Cai. Una sigla che sta, appunto, per Commissione sulle Adozioni Internazionali, che, a sua volta, risponde direttamente proprio alla Presidenza del Consiglio dei ministri. Presidente è l’ex magistrato ed ex senatrice Pd molto vicina a Matteo Renzi (eletta non a caso in Toscana), Silvia Della Monica, che nel corso dei due anni di sua presidenza si sarà certamente impegnata a più non posso per la causa. Peccato, però, che non ne abbia reso conto a nessuno dato che, come denunciato anche da un recente servizio de Le Iene, nel giro di due anni si è tenuta una sola riunione del Cai. Quando? Il giorno dell’insediamento di Della Monica. Dopodiché il silenzio.

SOLDI LASCIATI NEL CASSETTO Insomma, la situazione è nel caos più totale. Ma c’è anche altro. Come denunciato ieri dal sito che racconta il mondo del no profit, Vita, le associazioni impegnate nell’ambito delle adozioni internazionali, attendono fondi che pur spetterebbero loro ormai da due anni. Parliamo, peraltro, di una cifra tutt’altro che secondaria: oltre un milione di euro. Ma facciamo un passo indietro per capire cosa è successo. Il progetto governativo, infatti, parte addirittura sei anni fa. È addirittura il 2010 quando la Cai stanzia ben 3 milioni – con atto firmato dall’allora Sottosegretario a Palazzo Chigi Carlo Giovanardi – per le associazioni impegnate in progetti per la formazione degli operatori dei servizi di protezione dell’infanzia, di sostegno a giovani madri adolescenti, di lavoro con i bambini di strada. Passano due anni prima che i progetti vengono ammessi a finanziamento (con decreto firmato, questa volta, da Andrea Riccardi). E a questo punto, però, cala il buio più che totale. Di quei fondi non si sa più nulla, almeno per circa 1,2 milioni di euro, secondo quanto denunciato. Ma la cifra potrebbe essere ancora più alta, considerando che il credito è riferito solo a 12 progetti dei 24 complessivi. Ed ecco allora che, come racconta Vita, l’Ai.Bi (Associazione Amici dei Bambini) ha ricevuto 140mila euro su un finanziamento deliberato di 647mila euro; il Ciai (Centro Italiano Aiuti all’Infanzia) 110mila euro su 632mila. Ma il caso più clamoroso è quello dell’associazione Nadia: era stato deliberato un progetto per 117mila euro. Dopo quasi tre anni l’ente non ha ricevuto nemmeno un centesimo.

Tw: @CarmineGazzanni