L’affare d’oro delle discariche. Regali e viaggi di lusso alla dirigente della Regione Lazio arrestata a Roma

Rifiuti, regali e viaggi alla dirigente della Regione arrestata a Roma
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Stai a vedere che aveva ragione Virginia Raggi a nutrire forti dubbi sulla necessità di aprire una nuova maxi discarica a Roma. Già perché sull’impianto, richiesto dall’ultimo piano rifiuti del governatore Nicola Zingaretti e che sarebbe dovuto sorgere a Monte Carnevale, proprio ieri si è abbattuta una tempesta giudiziaria con la Procura di Roma che ha messo ai domiciliari sia Flaminia Tosini (nella foto), direttrice del Dipartimento rifiuti della Regione Lazio, che l’imprenditore Valter Lozza il quale, ormai da qualche tempo, si sta imponendo come il nuovo re dell’immondizia.

A tutti loro i magistrati contestano i reati di corruzione e concussione. Sostanzialmente l’inchiesta, portata avanti dal procuratore aggiunto Nunzia D’Elia e dal pubblico ministero Rosalia Affinito, è iniziata un anno fa sulla base di alcuni esposti in cui sono state segnalate presunte irregolarità relative all’iter autorizzativo del mega impianto di Monte Carnevale.

Proprio dalle indagini, come messo nero su bianco dal gip Annalisa Marzano, è emerso “un meccanismo criminoso, ben collaudato, estremamente pericoloso e pregiudizievole sia per la corretta e trasparente individuazione di un sito idoneo alla destinazione dei rifiuti solidi urbani della Capitale, che nella complessiva gestione degli interessi inerenti la gestione delle attività dedite allo smaltimento dei rifiuti e alla gestione delle discariche”.

Non solo. A parere del gip “l’intero dipartimento della Regione Lazio, cruciale per la salvaguardia dell’interesse ambientale del territorio laziale, a causa delle condotte illecite poste in essere dalla sua dirigente è stato totalmente ripiegato sugli interessi privati di Lozza” e “l’indagata, pur ricoprendo un incarico piuttosto delicato, con una straordinaria astuzia e inconsueta disinvoltura, ha manipolato la procedura amministrativa volta alla individuazione della prossima discarica di rifiuti solidi urbani della Capitale e lo faceva ricorrendo ad indebite scorciatoie”. Nell’ordinanza il gip sostiene anche che Tosini “orientava le determinazioni regionali in tema di rifiuti” piegandole “agli interessi dell’amico imprenditore” riuscendo a fargli ottenere l’ampliamento delle sue “discariche di Civitavecchia e Roccasecca”.

“Sono stata massacrata per cinque anni e ho subito ogni tipo di accusa solo perché mi opponevo al modello di gestione dei rifiuti della Regione Lazio, ma alla fine avevo ragione” ha raccontato la Raggi commentando l’indagine con un lungo post su Facebook. Proprio per questo, prosegue la grillina, “Zingaretti deve ritirare il proprio Piano Regionale dei Rifiuti che impone l’apertura di discariche a Roma, una scelta che noi romani abbiamo dovuto subire” (leggi l’articolo), rendendo obbligatoria la scelta del terreno su cui edificare il nuovo impianto, e dietro alla quale appare “evidente che ci siano delle gravi responsabilità politiche della Regione Lazio”.

Parole di fuoco a cui ha risposto l’assessore ai Rifiuti del Lazio, Massimiliano Valeriani, secondo cui “l’inchiesta non ha nulla a che vedere con il Piano regionale. E il sito di Monte Carnevale è stato scelto dal Campidoglio”.

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