Disinnescata la bomba della prescrizione. Per ora. Via gli emendamenti anti-Bonafede: Draghi evita il primo scivolone. Brescia (M5S) avverte: “Sulla riforma il Movimento è compatto”

ALFONSO BONAFEDE
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Sminare il campo da possibili incidenti di percorso all’indomani della fiducia al nuovo esecutivo: questo devono aver pensato i partiti che compongono la nuova maggioranza che sostiene il governo Draghi, che stanno lavorando per arrivare a una mediazione su un tema sicuramente “divisivo” come è quello della prescrizione. Le commissioni Affari costituzionali e Bilancio della Camera avvieranno infatti domani il voto sui circa 200 emendamenti segnalati al decreto Milleproroghe, che approderà in Aula a Montecitorio lunedì e per passare al Senato ed essere convertito in legge entro il 1 marzo.

Gli emendamenti riguardanti la prescrizione, per sospendere la riforma voluta dall’ex Guardasigilli Alfonso Bonafede, presentati dai deputati Costa e Magi (Azione-+Eruopa) e Lucia Annibali (Iv) non verranno indicati come “segnalati” e quindi non verranno posti in voto, in questo modo non verranno votati e non saranno tecnicamente nemmeno ritirati. Enrico Costa ha spiegato che il suo gruppo intende mettere nel cassetto la questione, almeno per il momento, “per rispetto” alla neo ministra della Giustizia Marta Cartabia, posizione condivisa anche da Riccardo Magi che ha spiegato che non mettere in votazione gli emendamenti sulla prescrizione è “un atto di fiducia alla ministra Marta Cartabia”.

Sulla stessa linea i renziani, che pure con il ministro grillino non sono mai stati teneri ma, essendo fra i più accaniti sostenitori del nuovo esecutivo, non possono certo permettersi di creare grane in questo momento, e non a caso il presidente di Iv Ettore Rosato prende tempo e cerca la mediazione: “Per noi non è un problema rinviare di qualche settimana la discussione sul tema della prescrizione. Lasciamo alla ministra il tempo necessario per proporre a tutti una riflessione sul punto specifico e più in generale sulle riforme su cui lavorare”.

Anche perché il presidente della commissione Affari costituzionali della Camera Giuseppe Brescia del Movimento cinque stelle avverte che “Sulla riforma della prescrizione il MoVimento è compatto” e aggiunge. “Sulla giustizia gli obiettivi del Presidente Draghi sono i nostri. Serve un sistema giudiziario civile più efficiente, servono tribunali più efficienti. Gli strumenti per raggiungere questi obiettivi sono stati già messi in campo dal ministro Bonafede con due disegni di legge in Parlamento su cui bisogna lavorare seriamente, senza provocazioni. Il Movimento andrà avanti compatto sulla riforma della prescrizione. La sede per discuterla sarà la commissione Giustizia della Camera. L’hanno capito anche i nemici più ostili, non ci saranno sorprese nel Milleproroghe”.

In realtà la posizione di Forza Italia, che da sempre ha una posizione ideologicamente contrastante a quella dei 5 Stelle sulla giustizia, per il momento è quella di tenere il punto in attesa di un confronto con il nuovo Guardasigilli: “Forza Italia non ritira i suoi emendamenti sulla prescrizione ‘a prescindere’: sarà l’interlocuzione con il ministro Cartabia, che è un ministro di ‘serie A’, a dirci quale sarà la migliore soluzione”, spiega il deputato e responsabile Giustizia e Affari costituzionali del partito, Francesco Paolo Sisto. Fonti azzurre, tuttavia, assicurano che non ci saranno attriti sul tema. Anche perché all’unanimità sono stati cambiati i relatori, che ora sono i presidenti delle due commissioni, lo stesso Brescia e Fabio Melilli del Pd e in casa dem non si ha nessuna intenzione di creare un incidente diplomatico all’interno dell’ex compagine giallorossa.