Giubileo, dopo Gabrielli arriva pure Cantone. L’autorità anticorruzione vigilerà su tutti gli appalti. A Roma il sindaco Marino non tocca più palla

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L’odore di santità non garantisce dai pericoli della corruzione, anche se gli appalti in veloce partenza a Roma sono destinati all’accoglienza per il prossimo Giubileo. Meglio allora metterci un maggiore controllo sopra e per questo ieri il sindaco Ignazio Marino e il presidente dell’Autorità nazionale anticorruzione, Raffaele Cantone, hanno siglato le linee guida per i controlli sugli appalti del Giubileo. Già messo sotto tutela dal prefetto Franco Gabrielli, graziato da Palazzo Chigi (anche per motivi di opportunità politica) dallo scioglimento del Consiglio comunale, Marino non ha evitato di timbrare il cartellino dell’immancabile protocollo con l’Authority di Cantone. Una struttura che dovrebbe avere centinaia didipendenti visto il gran numero di impegni che continua a prendere. Il rischio, che non può sfufggire al presidente Cantone, è che il suo ufficio diventi così una sorta di foglia di fico dietro al quale nascondere la vergogna di chi non riesce a garantire la legalità in casa propria. E insieme, un bollino blu che senza i necessari controlli presto potrebbe garantire legalità dove in realtà si è ricominciato a usare i sistemi di sempre.

TOCCASANA
Senza fare processi alle intenzioni, o voler vedere rischi ad ogni costo, oggi l’Autorità Anticorruzione è invocata come un toccasana. E a livello di linee guida indicate per verificare la correttezza e trasparenza di tutti i lavori non fa una piega. Principio che vale per l’Expo, per il Mose o per il Giubileo. Ma poi tutti gli atti vanno controllati da una macchina amministrativa e politica che ha bisogno di essere affidabile e ispirata a principi di legalità. Virtù che a Roma non è che si vedesse molto nella macchina amministrativa, soprattutto quando c’era da gestire molti soldi. Per questo la prova del Giubileo è delicata. L’inchiesta di Mafia Capitale ha scoperchiato un sistema, ma nulla può assicurare che quei metodi siano stati estirpati e non si ripresentino più proprio adesso che arrivano sul piatto qualcosa come 50 milioni. A tanto infatti ammontano le somme disponibili, come confermato ieri dallo stesso Marino, per realizzare i lavori del Giubileo.

MODELLO EXPO
“Il nostro non è un tutoraggio ma un controllo sugli appalti che era già previsto per l’Expo e che il governo ha ritenuto di estendere anche agli appalti del Giubileo”, ha detto Cantone. “Ci occuperemo degli appalti e non del resto”, ha aggiunto, spiegando che la vigilanza dell’Anac si effettuerà su tutti i 33 interventi previsti e “anche se poi dovessero essercene degli altri ma sempre connessi al grande evento del Giubileo”. Le linee guida sottoscritte “sono le stesse di Expo – ha precisato il presidente dell’Anticorruzione – che individuano i criteri attraverso cui attivare i controlli sugli atti, e che devono essere i più veloci possibili per evitare di perdere tempo perché il tempo è pochissimo”. Una fretta confermata dall’assessore alla legalità del Campidoglio, Alfonso Sabella. Poco tempo per realizzare le opere. E pochissimo per controllare e vigilare sui soliti appetiti.