Dopo lo strappo Di Maio battezza il nuovo vertice: Spadafora coordinatore, Di Nicola e Di Stasio capigruppo di Insieme per il futuro

Dopo lo strappo, Insieme per il futuro si dà un'organizzazione. E intanto si lavora al simbolo da usare al Senato

Dopo la scissione di Di Maio, Insieme per il futuro si dà un’organizzazione. Con la nascita del gruppo e la convocazione di una prima riunione, è stato risolto a tempo di record il nodo dei capogruppo.

FESTIVAL DELLE CITTA’

A Montecitorio, come conseguenza del passo indietro di Vincenzo Spadafora che veniva dato per favorito, la scelta è ricaduta sulla deputata Iolanda Di Stasio, mentre a Palazzo Madama il nome su cui è stata trovata la convergenza è quello del senatore Primo Di Nicola.

Sempre nel corso dell’assemblea, a Spadafora è stato affidato il ruolo di coordinatore politico mentre a Giuseppe L’Abbate quello di coordinatore del manifesto politico. Pasquale Maglione, invece, è stato eletto vice capogruppo vicario di Insieme per il futuro a Palazzo Madama.

Eletto anche il comitato direttivo del gruppo, composto dalla presidente Di Stasio, dal vicario Maglione, dalla vicepresidente Maria Luisa Faro, dal tesoriere Gianluca Vacca e dai tre delegati d’Aula: Daniele Del Grosso, Vita Martinciglio e Margherita Del Sesto.

Insieme per il futuro si dà un’organizzazione

“Molti hanno chiesto di aderire, in questi mesi valuteremo le istanze e ci dedicheremo ai territori” ha detto Luigi Di Maio durante l’assemblea. Un intervento con cui il ministro degli Esteri ha dettato la linea del suo nuovo progetto politico. Questo dovrà “dare stabilità al governo” e dovrà sfruttare “l’onda civica che si sta avvicinando”.

Lo stesso ha aggiunto: “Basta con sovranismi e populismi. Non è più tollerabile l’odio. Stop alla politica da selfie”. Ma il titolare della Farnesina, pur senza citare mai direttamente il Movimento 5 Stelle, si è poi tolto i sassolini dalle scarpe con una dichiarazione che farà discutere visto che ai suoi ha detto che “non si raccontano frottole ai cittadini ma solo la verità”.

Questione di simbolo

Deciso il nuovo assetto organizzativo, è tempo di discutere anche del simbolo da usare per il gruppo in Senato. A Palazzo Madama, qualora i dimaiani non dovessero perdere pezzi visto che sono necessari dieci senatori, in queste ore si sarebbero profilate due strade.

La prima è quella che porta a Bruno Tabacci che sarebbe pronto a mettere a disposizione il suo simbolo per far decollare un gruppo centrista, l’alternativa potrebbe essere quella di rivolgersi a Beatrice Lorenzin per chiedere il prestito il suo simbolo. Un nodo che, probabilmente, verrà sciolto nei prossimi giorni.

Pubblicato il - Aggiornato il alle 16:06
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