Dopo Ostia, Casa Pound va all-in: l’obiettivo ora è Montecitorio. Per Di Stefano la soglia di sbarramento è alla portata

Share on facebook
Share on twitter
Share on whatsapp
Share on telegram

Da Bolzano a Lamezia Terme, da Lucca fino a Ostia. Piaccia o non piaccia, CasaPound ha conquistato terreno. E i risultati raccolti a Ostia (oltre il 9%) non possono essere sottaciuti. “Ce lo aspettavamo questo successo – dice a La Notizia il vicepresidente di CasaPound, Simone Di Stefano – Abbiamo lavorato parecchio e stiamo assistendo in tutta Italia a una tendenza in crescita”. Una tendenza frutto di una linea intransigente: no ad accordi con la vecchia politica.

Esattamente come si farà al ballottaggio al X Municipio di Roma: “Non ci prendiamo la responsabilità di amministrare un territorio con chi non si è dimostrato all’altezza”, precisa ancora Di Stefano. Anche se poi aggiunge che “non sta a chi ha ottenuto un ottimo risultato ma comunque minoritario, andare a cercare accordi…”. Come dire: vediamo che proposta arriva dal centrodestra. Difficile però pensare ci possa essere qualche forma di offerta esplicita, dopo che nelle settimane scorse lo scontro tra i neofascisti e il centrodestra di Monica Picca, è stato piuttosto aspro. E lo sa bene lo stesso Di Stefano, che tuttavia è già proiettato alle politiche. La soglia di sbarramento? “Se guardo la distribuzione dei risultati di CasaPound è lceito pensare di superare il 3%”. Senza accordi, men che meno con “una coalizione guidata da Berlusconi”, dato che i neofascisti vogliono uscire dall’euro e dall’Unione europea. “E su questo siamo intransigenti”, precisa ancora Di Stefano.

Intransigenti anche con gli altri movimenti di estrema destra, a cominciare da Forza Nuova. “Sì, ora stanno raccogliendo buoni risultati, ma hanno svenduto gli ideali”, dicono i forzanovisti più vicini al leader Roberto Fiore. Che ci sia profondo astio tra i due movimenti di estrema destra, d’altronde, non è una novità. “Noi siamo sempre aperti al dialogo – dice però Di Stefano – Il discorso è che per candidarsi serve una presenza capillare sul territorio. Casa Pound ci è riuscita nel tempo. Forza Nuova mi pare abbia perso questo ruolo tanto da non avere nemmeno le firme per candidarsi a Ostia”. Frecciata. Cui ne segue un’altra: “Se pensi che devi cancellare la legge sull’aborto e che gli omosessuali sono da internare, non vai da nessuna parte”. Insomma, dialogo sì. Ma solo nella nuova veste del fascismo 2.0.

Tw: @CarmineGazzanni

L'editoriale
di Gaetano Pedullà

Garantisti con tutti tranne che con Grillo

Se pensate che la bava alla bocca dei peggio giustizialisti sia vergognosa date prima un’occhiata al veleno dei meglio garantisti, di destra e di sinistra, difensori a oltranza della nipote di Mubarak e sostenitori di partiti dove più delinquenti arrestano più ne arrivano, e non

Continua »
TV E MEDIA