Dossier scottanti a Mosca. Renzi chiede aiuto sulla Libia. Putin si dice pronto a sostenere l’intervento Onu. E auspica l’impegno italiano sul fronte ucraino

Dalla crisi libica a quella ucraina. Ma con il chiodo fisso di rilanciare tutta una serie d’affari sull’asse Roma-Mosca che negli ultimi tempi sono venuti un po’ meno. Inutile girarci intorno, è questo il punto centrale dell’incontro tra il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, e il presidente russo, Vladimir Putin. Non lo aveva affatto nascosto il ministro russo per gli Affari Esteri, Sergei Lavrov, che nel presentare l’incontro aveva posto l’attenzione sul calo dell’interscambio tra i due Paesi nel 2014 del 10%, rispetto all’anno precedente. E che i due Paesi lavorano insieme nei settori dell’energia, dei macchinari industriali e nello spazio è stato ricordato anche nell’incontro di ieri a Mosca proprio da Putin. “Peccato solo per quelle sanzioni internazionali che sono di ostacolo agli affari”, ha sussurrato il presidente russo nel corso del fitto faccia a faccia col primo ministro italiano durato oltre tre ore. Sempre sul fronte affari, Putin ha fatto sapere che il prossimo 10 giugno sarà a Milano per l’Expo.

L’ASSALTO ALLE NOSTRE COSTE
C’è, poi, il capitolo delle crisi internazionali. Quella che più riguarda da vicino l’Italia è quella libica e il premier, senza girarci troppo intorno, ha auspicato un aiuto anche da Putin. “La Russia può avere un ruolo decisivo per risolvere la crisi libica e per contribuire alla lotta all’Isis”, ha affermato Renzi, “In Libia occorre un’incisiva risposta internazionale, e per la sua storia e il suo ruolo all’Onu il contributo russo è di fondamentale importanza. Mosca può giocare un ruolo anche per i suoi stretti rapporti con un attore cruciale come l’Egitto”. Disponbibilità dal fronte russo con Putin che si è detto favorevole a una soluzione pacifica della crisi in Libia sostenendo lo sforzo delle Nazioni Unite.
IL FRONTE UCRAINO
Della crisi sul fronte ucraino Renzi mercoledì aveva detto al presidete dell’Ucraina, Petro Poroshenko, “siamo al vostro fianco”. Ieri, invece, ne ha parlato con Putin. “La situazione in Ucraina rimane complicata, ma non ci sono più combattimenti e non si uccidono persone”, ha dichiarato il presidente russo che nell’incontro con Renzi vede anche la possibilità di “contare” sull’Italia, affinché l’Ue eserciti la sua influenza su Kiev per il rispetto degli accordi. Francamente chi non rispetta gli accordi è ancora poco chiaro agli occhi della comunità internazionale.

L’OMAGGIO A NEMTSOV
Il viaggio russo di Renzi è iniziato dal ponte dove è stato ucciso uno dei leader dell’opposizione al Cremlino, Boris Nemtsov. Il premier ha deposto un mazzo di sei garofani rosa, numero pari come vuole la tradizione russa, avvolti in una coccarda tricolore, poi ha sostato alcuni minuti in silenzio. “Vengano assicurati al più presto i colpevoli a un processo giusto”, ha detto Renzi, “e necessario e per confermare che sui diritti civili l’Italia non ha un problema di timidezza Quando dobbiamo dire qualcosa lo diciamo”.