Draghi esecutore degli Usa, per questo Letta & C. lo adorano. Parla il docente dell’università di Lüneburg, De Angelis: “La fine del Governo Conte2 è stato un colpo di Stato”

Draghi esecutore degli Usa, per questo Letta & C. lo adorano. Parla il docente dell’università di Lüneburg, De Angelis.

Per ora sono solo “indiscrezioni” per quanto però indicative quelle che vedono Mario Draghi muoversi per “piazzare” uomini di suo gradimento nelle partecipate di Stato.

CRISI DI GOVERNO, COMUNICAZIONI DI MARIO DRAGHI E VOTO DI FIDUCIA IN SENATO

Ma non sorprendono secondo il professor Marco De Angelis: “Sarebbe strano se non avvenisse, considerato per esempio lo stanziamento di più di 7 miliardi in armamenti a Camere già sciolte. Di questi miliardi ne beneficeranno soprattutto aziende americane e britanniche. Il che chiarisce in quale ambiente ideologico d’interessi si muove Draghi”, spiega ancora docente di filosofia a Lüneburg, in Germania.

Che aggiunge: “Il suo insediamento a Palazzo Chigi fu un vero e proprio colpo di Stato, di cui ne fece le spese Conte, reo soltanto di aver lavorato bene per il popolo italiano in ambito internazionale, in particolare europeo”.

In che senso?
Conte affrontò quella battaglia con la vera e propria passione di un politico autentico, che senta dentro di sé il dovere morale di essere servitore del popolo. Non aveva però fatto i conti con la situazione dell’Italia, colonia americana, alla quale, come del resto ha molto ben spiegato il collega Orsini nei suoi libri, non è concessa una libertà politica, ma solo economica e culturale. Ciò significa che noi come Stato satellite di una superpotenza possiamo discettare quanto vogliamo di politica, produrre quanto e come vogliamo, ma non possiamo essere attori in politica, bensì soltanto esecutori di decisioni prese oltreoceano. Ecco perché arrivò l’ordine di far fuori Conte e sostituirlo con un ‘esecutore’ (Draghi). Conte era ed è un ‘pensatore’, il che ai politici italiani non è concesso come del resto non è concesso ad alcuno degli Stati satelliti di superpotenze.

Fatto sta che è nata una sorta di adorazione nei confronti di Draghi da parte di leader come Letta, Renzi e Calenda. Perché secondo Lei?
È l’ossequio degli esecutori in seconda battuta per l’esecutore in prima battuta. Sarebbe strano il contrario. Tra esecutori s’intendono benissimo. Non pensando, ma solo eseguendo, risparmiano un’enorme fatica, di pensare un’Italia diversa, e si assicurano così la protezione della superpotenza, il che significa che manterranno le loro cariche a vita.

È rimasto sorpreso dalla standing ovation che il Meeting di Rimini ha riservato al premier?
È un pubblico che ama non pensare, quindi è la platea idonea agli esecutori. Conte, infatti, non è stato invitato, sarebbe stato una nota stonata: che ci fa uno che scrive musica propria in un’orchestra che solo esegue musica scritta da altri?

Crede ci sia corrispondenza con tutta la cittadinanza italiana? Crede sia un sentimento diffuso in altre paorole?
Assolutamente no. Naturalmente quel pubblico non corrisponde in alcun modo alla cittadinanza italiana.

Su cosa promuoverebbe Draghi e su cosa invece lo rinvierebbe a settembre?
Non lo avrei neanche ammesso all’esame perché raccomandato.

Intanto la campagna elettorale è ormai entrata nel vivo. A bruciapelo: chi per adesso La sta sorprendendo in positivo e chi in negativo?
Vale la pena seguire solo Conte, Unione Popolare e, in misura minore, Sinistra Italiana, il resto sono soltanto mercanti, fanno la gara a chi offre di più. Conte mi convince perché ha elaborato un programma dettagliato, tutto farina del suo sacco, che almeno cerca d’impostare un percorso nuovo per l’Italia, un percorso di pace, di ecologia, che vada incontro ai bisogni delle famiglie meno abbienti, i quali purtroppo esploderanno dal quest’autunno in poi. Il suo errore è essersi espresso per una posizione atlantica dell’Italia: purtroppo non ha capito che proprio tale posizione atlantica è incompatibile con una sua posizione di comando all’interno del governo italiano. Gli USA non permetteranno mai che Conte governi in Italia oppure lo costringeranno a compromessi, trasformandolo in un esecutore come gli altri. Unione Popolare al contrario ha preso chiaramente posizione contro la NATO e ha fatto benissimo, perché la NATO è la causa principale di tutto quel che sta accadendo. Se una parte del mondo si coalizza in un’alleanza militare, pur non essendoci più il suo nemico, ossia l’Unione Sovietica, tale alleanza da difensiva diventa in automatico aggressiva. È l’abbaiare di cui ha parlato Papa Francesco. Pensare a una pace definitiva in presenza di una tale alleanza militare offensiva è pura utopia. Sinistra Italiana alleandosi con il PD mi ha deluso.

Con ogni probabilità il prossimo parlamento avrà una maggioranza spiccata di centrodestra. In campo soprattutto sociale e civile cosa comporterà secondo Lei questo cambio di passo?
Dal punto di vista sociale, dipende se faranno veramente i regali che oggi promettono, oppure, passato il santo, ossia le elezioni, passata la festa. Dal punto di vista civile direi che la grande ammucchiata degli esecutori sia un’offesa alla storia dell’Italia, alla civiltà classica che noi dopotutto rappresentiamo dinanzi al mondo intero. I discendenti dei Romani, ma anche dei Greci, non possono eseguire quanto ordinato da un paese che non ha neanche 300 anni di storia. È proprio una cosa senza senso storico. Quindi, dal punto di vista della civiltà, non va bene, ma non il fatto che il prossimo governo sia di destra, bensì che prenda ordini dagli USA, questo è il vero problema.

Crede che la politica sia in crisi?
Certo. Il tutto iniziò con l’assassinio di Aldo Moro, voluto non certo dalle BR, come sappiamo oggi da centinaia di ricerche, ma dal nostro padrone oltreoceano. Aldo Moro pensava, non eseguiva. Pagò per questo. Da quel momento in poi l’Italia ha finito di essere Italia, è diventata quel che gli altri hanno voluto che fosse.

Come se ne esce?
Se ne esce come Europa, l’Italia da sola non può fare nulla. Come Italia possiamo promuovere una rinascita dell’Europa secondo il suo vero spirito, quello di Ventotene. Un’Europa sociale, anti-militarista, anti-nazionalista, che ha superato in sé l’odio che condusse a ben due guerre mondiali e può pertanto insegnare agli altri (oggi ai Russi e agli Ucraini) come fare la stessa cosa. Ma per farlo, per diventare il faro dell’umanità verso la pace, l’Europa deve staccarsi dalla sua matrigna, ritrovare una propria volontà e capacità decisionale e diventare finalmente ‘Stati Uniti d’Europa’. Solo allora ridiventeremo la vera Italia, l’erede del mondo classico greco-romano, del cristianesimo, della filosofia, la culla della civiltà mondiale.

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