Draghi fulmina Salvini. Gli appelli a non vaccinarsi sono un invito a morire. Il decreto anti-Covid appena licenziato dal Governo è un bagno di sangue per la Lega battuta su tutta la linea

Salvini Draghi
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Canta vittoria Matteo Salvini ma di fatto ottiene solo il rinvio della decisione sull’uso del Green pass su treni, aerei e autobus. Sulle altre richieste che i ministri del Carroccio hanno avanzato ieri in Cdm ha sbattuto contro il muro di Draghi, che come al solito, ha tirato dritto per la sua strada senza dar troppo retta alle smanie del leader della Lega che, pur di rincorrere le posizioni di Giorgia Meloni – che nel suo ruolo di unica opposizione sta traendo il massimo vantaggio in termini di consenso visto che ieri anche YouTrend ha certificato il sorpasso di FdI sulla Lega e che in ogni caso non appoggiando l’esecutivo può muovere critiche ed obiezioni all’operato dello stesso – cerca sempre di spingere l’asticella un po’ più avanti, anche per distinguersi dal resto dell’eterogenea maggioranza di cui fa parte.

MARIO AFFONDA MATTEO. I provvedimenti presi dal governo e illustrati in conferenza stampa (qui il video) dallo stesso premier (qui una sintesi del decreto legge) vanno infatti nella direzione di considerare il Green pass come una “Condizione per tenere aperte le attività economiche” e non come un arbitrio, e soprattutto Mister Bce “fulmina” letteralmente Salvini quando afferma che “Un appello a non vaccinarsi è un appello a morire, sostanzialmente. Non ti vaccini, ti ammali, muori. Oppure fai morire: non ti vaccini, ti ammali, contagi, qualcuno muore”, con chiaro riferimento alle posizioni in merito del leader della Lega sull’opportunità di vaccinarsi sotto i quarant’anni.

E ribatte alle perplessità leghiste con una posizione netta anche sulle conseguenze economiche che un rallentamento della campagna vaccinale potrebbe comportare: “Senza vaccinazione si deve chiudere tutto, di nuovo”,Tant’è che Salvini accusa il colpo e a stretto giro viene diramata dal suo ufficio stampa una nota di replica: “L’obiettivo di tutti, mio come di Draghi, è salvare vite, proteggere gli italiani, la loro salute, il loro lavoro, la loro libertà. Fondamentale mettere in sicurezza gli anziani, i nostri genitori e i nostri nonni, senza penalizzare, rinchiudere o multare i figli e i nipoti. Comunità scientifiche e governi – continua la nota – come quelli di Germania e Gran Bretagna, che invitano alla prudenza sui vaccini per i minorenni, invitano forse a morire? Per fortuna no”.

E dopo un paio d’ore ne arriva un’altra in cui “fonti Lega” riferiscono che nel partito “C’è grande sorpresa dopo le parole di Mario Draghi anche perché – spiegano le stesse fonti – oggi pomeriggio (ieri, ndr) c’era stata una lunga e cordiale telefonata tra Matteo Salvini e il presidente del Consiglio”.

L’ESTATE DEL GREEN PASS. In ogni caso le nuove applicazioni del certificato verde contenute nel decreto presentato da Draghi, obbligatorio dal 6 agosto, prevedono l’obbligo del Green pass – valido già solo con una dose di vaccino, con un test negativo effettuato entro le 48 ore o con l’attestazione di essere guariti dal Covid negli ultimi sei mesi – oltre che partecipare a spettacoli all’aperto ed accedere a sale cinematografiche e teatrali, a musei, a centri termali, piscine, palestre, fiere, congressi e concorsi – anche per ristoranti al chiuso e nei bar (ma non per consumare al bancone anche se al chiuso) mentre i ministri della Lega in Cdm ne avevano chiesto l’esclusione.

E non ripartiranno le discoteche – altro cavallo di battaglia di Salvini – le cui riaperture slitteranno ancora a causa della recrudescenza attuale del virus, con i gestori nuovamente in protesta. Ma, è stato annunciato, arriveranno 20 milioni per le attività chiuse causa Covid, fondi che andranno in particolare proprio alle discoteche: sul provvedimento – ha garantito Draghi – c’è accordo pieno in Cdm Restano invece dei nodi come la ripresa della scuola in presenza, i trasporti e l’utilizzo del lasciapassare anche per l’accesso ai luoghi di lavoro: “Ci stiamo pensando – spiega – è una questione complessa e da discutere con i sindacati”. Mentre il ritorno dei lavoratori della pubblica amministrazione in presenza, con la fine dello smart working, “è una questione che sta affrontando il ministro Brunetta e che farà parte dell’area del lavoro che non abbiamo ancora affrontato”.

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