Draghi si sveglia ma la Bce è allo sbaraglio

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Di Stefano Sansonetti

La metafora sanitaria, viste le condizioni in cui versa l’economia in Europa, è quella più calzante. Il fatto è che le capacità terapeutiche di Mario Draghi, per non parlare di quelle dell’Unione europea in generale, si stanno rivelando del tutto inadeguate. “E’ come vedere l’arrivo di un’ambulanza”, spiega a La Notizia Gustavo Piga, professore di economia a Tor Vergata e presidente del Comitato promotore del referendum “Stop Austerità”, il quale aggiunge: “Quando vediamo l’ambulanza da una parte siamo tristi, perché è evidente che c’è qualcosa che non va; dall’altra però siamo sollevati, perché crediamo che finalmente stiano arrivando i soccorsi”. Il punto però, prosegue la suggestiva metafora di Piga, “è capire se l’ambulanza è arrivata in tempo, se è in grado di procedere speditamente verso l’ospedale e se l’ospedale è in grado di curare il paziente”. Purtroppo l’impressione è quella di trovarsi di fronte a un caso grave di malasanità.

Gli errori
Quanto al primo punto, l’ambulanza sembra proprio essere arrivata in ritardo. “La Bce, ed è inutile girarci intorno”, secondo l’analisi dell’economista, “ha sbagliato tutte le previsioni possibili su deflazione e recessione”. Aggiungere altro non serve. Almeno è in grado di raggiungere rapidamente l’ospedale? E qui Piga riferisce l’aneddoto di un amico banchiere che gli ha raccontato di non sapere cosa fare di un’iniezione di liquidità da 500 milioni destinata alla sua banca. Il riferimento è alle “Tltro”, ovvero le operazioni con cui Draghi trasferirà alle banche europee centinaia di miliardi di euro purché queste a loro volta li prestino alle imprese. E qui casca ancora una volta l’asino, dal momento che “tutta questa liquidità annunciata, e vincolata ai prestiti, non sarà gradita dalle banche per il semplice motivo che non ci sono imprese che chiederanno le risorse in prestito”. Imprese che, a loro volta, “non sanno a chi vendere visto che le famiglie non spendono”. Insomma, è un cane che si morde la coda. E per concludere arriva la domanda delle domande: l’ospedale è all’altezza di curare il paziente? “In questo caso per ospedale si intende la politica fiscale europea”, chiarisce Piga, facendo riferimento al famigerato Fiscal Compact. “Il quale però di notte non fa altro che disfare quanto di giorno fa la Banca centrale europea con le sue operazioni”, aggiunge.

Lo sbocco
Situazione a dir poco ingarbugliata, “perché se io fossi un imprenditore non investirei mai in una paese che continua e vedersi imposta l’austerity”. Per questo l’unica soluzione è “aprire definitivamente le porte dell’ospedale”, ovvero “smantellare il Fiscal Compact come stiamo chiedendo da tempo attraverso il nostro referendum”. Dietro si sta muovendo il Comitato promotore Stop Austerità, il cui responsabile è proprio Piga. In sua compagnia, tra i promotori, troviamo personaggi come Paolo De Ioanna (ex capo di gabinetto del Tesoro con Padoa-Schioppa), Laura Pennacchi (ex sottosegretario al Tesoro), Mario Baldassarri (ex viceministro dell’economia), Cesare Salvi (ex ministro del lavoro) ed economisti come Riccardo Realfonzo e Leonardo Becchetti. A sostegno del referendum c’è anche un comitato di parlamentari di estrazione soprattutto Pd e Sel. Tra questi troviamo nomi come Massimo Mucchetti, Corradino Mineo, Stefano Fassina, Gianni Cuperlo e Cesare Damiano. Al momento il Comitato ha raccolto circa 300 mila firme.

@SSansonetti

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