Il Governo punta ad accelerare sui vaccini e a pianificare le riaperture. Draghi: “Dobbiamo fare il possibile per una piena e rapida soluzione della crisi sanitaria”

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“Il 26 marzo 2020 il Consiglio Europeo riconosceva la pandemia di Covid-19 come una sfida senza precedenti per l’Europa. A un anno di distanza, dobbiamo fare tutto il possibile per una piena e rapida soluzione della crisi sanitaria”. È quanto ha detto il presidente del Consiglio, Mario Draghi, nel corso delle comunicazioni in Senato in vista del Consiglio Europeo.

“Sappiamo come farlo – ha aggiunto il premier -: abbiamo quattro vaccini sicuri ed efficaci. Tre sono già in via di somministrazione, mentre un quarto, quello di Johnson & Johnson, sarà disponibile da aprile. Ora il nostro obiettivo comune deve essere ora quello di vaccinare più persone possibile, nel più breve tempo possibile”.

“Voglio trasmettere un messaggio di fiducia a voi, e a tutti gli italiani. Ho ripetuto in queste settimane – ha detto ancora Draghi – il Governo è determinato a portare avanti la campagna vaccinale con la massima intensità. E siamo già all’opera per compensare i ritardi di questi mesi. Dobbiamo farlo per la salute dei cittadini, per l’istruzione dei nostri figli, e per la ripresa dell’economia”.

“Per quanto riguarda la copertura vaccinale di coloro che hanno più di 80 anni – ha detto ancora il presidente del Consiglio -, persistono purtroppo importanti differenze regionali, che sono molto difficili da accettare. Mentre alcune Regioni seguono le disposizioni del Ministero della Salute, altre trascurano i loro anziani in favore di gruppi che vantano priorità probabilmente in base a qualche loro forza contrattuale. Dobbiamo essere uniti nell’uscita dalla pandemia come lo siamo stati soffrendo, insieme, nei mesi precedenti. Tutte le regioni devono attenersi alle priorità indicate dal Ministero della Salute”.

“Mentre la campagna vaccinale procede – ha proseguito Draghi – è bene cominciare a pianificare le riaperture, stiamo guardando i dati sui contagi ma se la situazione lo permette cominceremo a riaprire la scuola, a partire dagli asili e dalla primaria, speriamo dopo Pasqua”.

Il capo della Protezione civile Curcio: “Arriveremo a 500 mila vaccini al giorno. L’unico criterio deve essere l’età”.

“Arriveremo a 500 mila vaccini al giorno e a quel punto nessuno potrà rimanere indietro nella somministrazione. Noi siamo pronti a sostenere le Regioni, entro fine anno dobbiamo riprendere la nostra vita migliore” annuncia, invece, a Corriere il capo del Dipartimento della Protezione civile, Fabrizio Curcio. “Le mancate consegne – ha detto ancora – hanno certamente provocato un rallentamento, ma stiamo recuperando bene. Entro la fine del mese arriveranno 4 milioni e mezzo di dosi”.

“Adesso stiamo vaccinando 200 mila persone al giorno, a regime dobbiamo arrivare a 500 mila. Come ha detto il commissario Figliuolo – ha aggiunto Curcio -, se le case farmaceutiche rispetteranno le scadenze a fine giugno ce la faremo”. Per il capo della Protezione Civile “è necessario maggiore coordinamento e condividere gli obiettivi pur mantenendo la diversificazione per territorio. E seguire le indicazioni contenute nel piano. Ora che si finirà di vaccinare gli ultra ottantenni, le categorie fragili, i docenti, le forze armate, di polizia e di Protezione civile bisogna tornare alle fasce di età. L’unico criterio deve essere questo”.

“Molte Regioni hanno utilizzato l’80% delle scorte e questo è un grande risultato, ma io non credo proprio che la maggior parte delle persone stia rifiutando il vaccino. E’ la nostra salvezza, la vera via d’uscita dall’emergenza. Abbiamo ancora 500 morti al giorno, è bene tenerlo a mente”, sottolinea ancora il numero uno del Dpc.

Alla domanda su quali Regioni stiano peggio, il capo della Protezione civile ha risposto: “Le Regioni hanno usato criteri differenti tra loro e questo ha generato disomogeneità sul territorio, differenze che presto saranno superate. Ma io vorrei che uscissimo dal paradigma che vede buoni e cattivi, le Regioni devono poter contare su di noi. Questa è una battaglia che si vince solo se Stato e territorio lavorano insieme. Il sistema di Protezione civile può contare su almeno 200 mila volontari. Io credo che debbano essere creati “Hotspot vaccinali” in ogni città. Siamo pronti anche ad allestirli, preparati a farlo proprio come accade quando c’è un terremoto o un’alluvione”.

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