Dramma cassa integrazione

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Di Maurizio Grosso

Di sicuro c’è il dramma della crisi e delle ripercussioni sul mondo del lavoro che non accennano a placarsi. Ma c’è anche un bel po’ di strategia da parte della Cgil di Susanna Camusso, che snocciola dati drammatici sulla cassa integrazione proprio dopo giorni di polemiche con il governo seguite ai ventilati interventi su pensioni alte e stipendi degli statali. Ne è nato un braccio di ferro tra le sigle, che hanno ipotizzato un autunno caldo, e il presidente del consiglio Matteo Renzi, che ha sì smentito le ipotesi di intervento in questione, ma ha anche ironizzato sulle minacce sindacali. Sta di fatto che ieri l’Osservatorio della Cgil nazionale sulla cassa integrazione, elaborando alcune rilevazioni dell’Inps, ha diffuso dati che da inizio anno continuano a rimanere preoccupanti, anche se per certi aspetti in miglioramento. Da gennaio a luglio sono state chieste e autorizzate 650 milioni di ore di cassa integrazione, per oltre metà costituite da Cig straordinaria (quella che viene erogata per fronteggiare crisi aziendali o ristrutturazioni). Il monte ore ha coinvolto circa 530 mila lavoratori da inizio anno, che hanno subìto un taglio del reddito pari a 2,5 miliardi di euro, ovvero quasi 4.700 euro netti in meno in busta paga per ogni singolo lavoratore.

Il quadro
Eppure se si guarda alle ore, nei primi sette mesi dell’anno si è registrata una diminuzione del 7,78% sullo stesso periodo dello scorso anno. La cassa ordinaria ha segnato un -29,86% sul periodo gennaio-luglio del 2013, mentre quella straordinaria è salita di quasi il 20%. Quella in deroga, infine, è scesa del 26%. Continua dunque a crescere il numero di aziende che fanno ricorso ai decreti di cassa straordinaria. Da gennaio a luglio sono state 4.897 per un +27,86% sullo stesso periodo del 2013 e riguardano 9.084 unità aziendali territoriali (+32,25%). Nello specifico si registrano un aumento dei ricorsi per crisi aziendale (2.354 decreti da inizio anno per un +5,18% sui primi sette mesi del 2013) che rappresentano il 49,07% del totale dei decreti, e un deciso aumento di ricorsi al concordato preventivo (372 per un +195,24%) e al fallimento (155 per un +44,86%). Crescono le domande di ristrutturazione aziendale (132 per un +3,94%) e di riorganizzazione aziendale (149 per un +8,76%. Secondo il segretario confederale della Cgil, Serena Sorrentino, “ancora una volta registriamo un trend medio di ore richieste, stabile da anni sulle 80 ore al mese, che punta anche per quest’anno a superare la soglia di un miliardo di ore. Un segnale inequivocabile di una crisi strutturale, come emerge chiaramente dall’andamento della cassa straordinaria”. Per la dirigente sindacale di corso d’Italia “difesa e rilancio del sistema produttivo, tutela e creazione di lavoro, devono essere il binomio strategico per portare il paese fuori dalla crisi. Meccanica, commercio e edilizia, risultano essere i settori più colpiti. Il governo non perda altro tempo e rilanci subito una politica industriale”. A livello territoriale, il Nord è maggiormente coinvolto con la Lombardia in testa, poi Piemonte e Veneto.

Le polemiche
Di sicuro sullo sfondo rimangono i giorni di polemica vissuti tra sigle e governo. Le voci di un intervento all’interno della legge di stabilità sulle pensioni più consistenti (quelle pagate con il metodo retributivo) e sugli stipendi degli statali (con eventuale blocco per un ulteriore biennio) avevano sollevato un autentico vespaio. Con i sindacati che avevano sin da subito fatto le barricate. Situazione che non è certo rientrata nel momento in cui Renzi ha provato a smentire l’esistenza di progetti del genere. Troppo tardi, perché le sigle aveva già minacciato l’autunno caldo, beccandosi la sarcastica risposta del premier. Alla fine le stesse sigle, quasi a valor rimproverare al premier l’inutile ironia, hanno ulteriormanete replicato con i dati drammatici della cassa integrazione.